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Antipasto…

23 dicembre 2011



Cari amici lettori,


prima del post di auguri, per il quale ho bisogno di tempo e penso che mi ci metterò con tutta la concentrazione stasera a letto con una tisana,

vi lancio un’antipasto… una anteprima di cui avrei dovuto parlarvi prima.
Ve ne parlo adesso prima delle vacanze perchè questa è un’uscita di Gennaio e probabilmente sarà una delle prime recensioni del nuovo anno.

Sto parlando di…

Data di uscita: 20 Gennaio 2012
Collana: Lain, Fazi editore
Pagine:334
Prezzo: 12,00 euro rilegato
Primo volume della trilogia: “Trylle”

Trama:

Wendy Everly sa di essere diversa dalle altre ragazze, ha scoperto di possedere un potere oscuro che le permette di influenzare le decisioni altrui, un potere segreto che non può rivelare a nessuno. La scuola della piccola cittadina di provincia in cui si è trasferita con la famiglia, le sta stretta, il rapporto con la madre è conflittuale, tutto sembra insopportabile finché una notte si presenta alla finestra della sua stanza il misterioso e affascinante Finn, da poco in città. L’arrivo di Finn sconvolge il mondo di Wendy. Questo strano ragazzo possiede la chiave de suo passato e le risposte sui suoi poteri e rappresenta la porta d’accesso a un luogo che Wendy non avrebbe mai immaginato potesse esistere.




L’autrice Amanda Hocking ha avuto sicuramente un inizio carriera non idilliaco, infatti i suoi romanzi (scrive dall’età di 6 anni) sono stati rifiutati da tutte le case editrici, fino a quando ha deciso di farsi da sé pubblicando su Amazon. La St. Martin’s Press le ha offerto un contratto milionario!!!

Ho iniziato a leggere il primo capitolo e vi dirò che lo stile è accattivante, scorrevole e non banale. Saprò dirvi di più con la recensione.
Intanto aspettiamo 🙂

A prestooooo

Segnalazioni

considerazioni… Halloween…

31 ottobre 2011

Ciao miei cari Amici lettori,

sarà che sono presa dall’acidità tipica del lunedì, sarà che non riesco proprio a sopportare questi bambini che rasentano la maleducazione… ma oggi non posso che odiare questa festa!!

Lo so, il modello americano è abbastanza allettante.. anche a me piacciono le loro feste a tema e tutto ciò che allestiscono per questa giornata ma non penso che noi siamo all’altezza di creare lo stesso fenomeno.

Perchè?

Semplice! Non fa parte della nostra cultura.

Anche se i nostri bambini andassero door to door dicendo: Dolcetto o scherzetto? Voi pensate che i nostri nonnetti siano in grado di aprire la porta con sorriso smagliante e offrir loro dei dolciumi?
Certamente no e sono anche sicura delle possibili reazioni ed epiteti degli stessi!

Non mi sto opponendo a tutto questo per ragioni religiose.
Molti “signori” della Chiesa esagerano dicendo che questa è un occasione per riti satanici.

Ma non sono neanche Pro Halloween perché siamo poco originali.
Non serve festeggiare un surrogato come facciamo noi.

Alla fine che cosa siamo in grado di organizzare?
Due festoni prestampati nei negozi, bambini con vestiti standard e case assolutamente sfornite di dolciumi. Per non parlare di quelle feste in cui gli adolescenti sicuramente non si vestiranno perché sono “troppo fighi” per conciarsi da mostri.

Ora, non voglio fare la moralista, ma sicuramente stiamo dimenticando il modo più giusto di festeggiare LE NOSTRE festività e ci stiamo semplicemente “Buttando” sul commerciale.

Non trovate?

Interviste

Intervista a Massimo Cortese autore de “La trilogia della speranza”

22 settembre 2011

Ciao amici!
Mettetevi comodi, prendete da bere e gustatevi questa interessante intervista!

Ciao Massimo e benvenuto nel mio blog.
Ti lascio un po’ di spazio per presentarti ai nostri lettori e dirci qualcosa di te…

Mi chiamo Massimo Cortese, ho 50 anni, sono nato ad Ancona, dove vivo e lavoro come funzionario di un ente locale. Sono sposato, ho una figlia alla quale ho dedicato il primo libro “Candidato al Consiglio d’Istituto”. Segni particolari: grande appassionato di storia.
-Come accennavo nella recensione, mi ha incuriosito tanto la puntualità delle date e degli orari. Oltre ad essere scritto in quarta di copertina, ho notato che all’interno dei libri vengono utilizzate date tipo: ore 17,00 del giorno 17 ecc… sono casualità o sono studiate a tavolino?

Le date non sono mai a caso. Citerò due situazioni a titolo esemplificativo. La prima volta in cui mi sono posizionato di fronte al computer per tentare di scrivere l’introduzione del primo libro, tutto mi è venuto naturale: alla chiusura del pezzo, ho guardato l’orologio: erano le ore 14.52 del 2 dicembre 2006. Quando, nel racconto “Il Carnevale dei ragazzi”, pubblicato nel secondo libro “Non dobbiamo perderci d’animo”, ricordo la consegna dei Pinocchietti, questo è dovuto al fatto che mia madre voleva che io conservassi quei determinati oggetti per l’età adulta, in modo da ricordare la consegna dei doni: per parte mia, confidando sul fatto che, prima o poi, avrei ricordato quei momenti, ero solito scrivere data ed ora della consegna su alcuni foglietti di carta. Riguardo all’ora, posso ammettere qualche tolleranza, in quanto all’epoca non avevo l’orologio al polso.
Il linguaggio utilizzato nei testi è molto confidenziale e diretto, sei così anche nella vita di tutti i giorni? Riesci a confrontarti con chi ti sta intorno?O ti senti un “incompreso”?

Il linguaggio è sempre confidenziale e diretto, forse anche troppo diretto. Riesco a confrontarmi con tutti, anche se provo fastidio a relazionarmi con le persone arroganti e che non capiscono molto, pur essendo convinte del contrario. Spesso mi sento un incompreso, forse è anche colpa mia.
Cosa significa per te “Scrivere”?

Manifestare la propria opinione, con una modalità originale, in quanto, altrimenti non potrebbe essere manifestata, accanto al desiderio di voler cambiare le cose. E’ un’impresa disperata, quasi impossibile: per questa ragione, il terzo libro si intitola “Un’opera dalle molte pretese”.
-Come reagisci di fronte alle critiche negative ai tuoi scritti?

Non ho alcun problema ad affrontare una critica negativa: talvolta ho ricevuto delle critiche severe, ed ho sempre ringraziato, dopo aver espresso, garbatamente, il mio punto di vista: ho sempre notato un certo stupore nelle mie interlocutrici. Infatti, le persone dei  Blog Letterari che leggono i miei libri sono tutte giovani donne, con buona pace di mia moglie, anche se la prima recensione è venuta da un redattore del quotidiano online Vivere Ancona, che si chiama Giovanni Frulla, ed è stata molto bella ed approfondita. Comunque una recensione negativa l’ho avuta anch’io, quando partecipai con “Candidato al Consiglio d’Istituto”ad un Concorso Letterario per opere prime, dove, grazie ad una tassa d’iscrizione dal contributo consistente, si aveva diritto alla recensione.  Io partecipai subito, non per vincere il Premio, ma per avere la recensione negativa, che avrebbe giustificato la mia esclusione. Come avevo previsto, questa mi venne rilasciata, diceva delle cose che dimostravano che lo scritto era stato letto molto superficialmente, ma era molto sgrammaticata, e comunque non era sottoscritta. Ancora la conservo, ma non posso renderla pubblica: peccato. Inoltre le recensioni, se espresse online, consentono sempre il diritto di replica, che in quel caso non avevo.
Quali autori hanno forgiato  la tua formazione letteraria?

Posso dire di aver sempre letto molto, soprattutto i classici della letteratura italiana. Una volta un amico, nel ripulire il suo armadio, in quanto andava in pensione, mi regalò un libro intitolato “Dal Paese al Lager una vita” di un direttore scolastico marchigiano, tale Dino Poeta: quel testo mi ha incuriosito e, dopo averlo letto, ho pensato di cimentarmi anch’io con la scrittura. Lo scrittore Poeta è nato nel 1916, ma i nati nelle Marche vivono a lungo.
-Dai un consiglio ai giovani esordienti che vogliono scrivere e pubblicare.

Il mio terzo libro “ Un’opera dalle molte pretese” è stato scritto per i giovani esordienti, in quanto vi si parla di uno scrittore alla sua prima esperienza letteraria. Qualche recensione ha riconosciuto questo aspetto, ma io rispetto tutte le opinioni, anche se – lo ammetto – alcune mi fanno soffrire. Naturalmente il libro è stato scritto anche per i governanti, i politici, i giudici, i critici, i giornalisti e soprattutto per lo Stato italiano, ma desidero rimanere nell’ambito della domanda. I giovani esordienti devono essere umili, cercare di non criticare le cose che non vanno e utilizzare la propria passione, magari avvalendosi delle nuove tecnologie informatiche, senza insultare nessuno. Quando pubblicai il primo libro, provai invidia per alcuni conoscenti che, nella mia stessa condizione, avevano avuto un trattamento diverso: i loro testi erano nelle vetrine delle librerie, venivano presentati  e recensiti dai critici locali. Ben presto, compresi che quel mio atteggiamento mi avrebbe condotto ad un vicolo cieco, e comunque verso l’esaurimento nervoso: è stata una decisione importante. Se sono ancora qui a parlare di libri, anzi se ho scritto la Trilogia che mi ero ripromesso, entro la data dell’11 settembre 2011, vuol dire che qualcosa ha funzionato.
-Massimo, quanto sei deluso dalla società?

Abbastanza, ma sono ottimista. Però, a differenza di coloro che se la prendono con la politica e compagnia bella, io dico che la causa di molti problemi è della gente comune, che non rispetta più le regole, è sempre più arrogante, con l’automobile non si ferma sulle strisce pedonali, passa con il semaforo rosso e, soprattutto, usa una quantità imprecisata di parolacce e bestemmie. Anche questo è un problema educativo.
-Oltre al recupero delle tradizioni e delle cose semplici della vita, dove altro rintracceresti possibili soluzioni per il recupero della società?

Rispetto ai nostri genitori e ai nostri nonni, lo stile di vita è enormemente cambiato, e con la globalizzazione è destinato a mutare ancora. Fermo restando che indietro non si torna, bisogna avere memoria del proprio passato, oltre a cercare di pensare ai valori perduti, che dovremmo reintrodurre. Io mi riferisco soprattutto al dialogo, al rispetto delle regole e del prossimo. Recentemente, il Capo dello Stato, con riguardo alla difficile congiuntura economica, ha detto che l’’Italia può e deve farcela a superare il momento difficile, come è accaduto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il Presidente ha ragione, ma io penso, purtroppo, che oggi la situazione è molto diversa, in quanto all’epoca il nostro era un Paese solidale, dai forti legami familiari, che oggi non esistono più.
-Ti lascio spazio per i saluti. Grazie per essere stato ospite del mio blog e avermi dato fiducia per i tuoi scritti. Ti auguro tanta fortuna.

Gentile Giuliana,  contraccambio di cuore i tuoi auguri e quelli delle persone che hanno avuto la pazienza di leggere questa intervista: non necessariamente debbono condividerla. Io penso che, in questo momento, ci sia bisogno di dialogo tra le persone. Noto, invece, che la solitudine e l’indifferenza, oltre ad una certa rassegnazione, stanno prendendo il sopravvento, soprattutto tra le giovani generazioni, e questo non va bene.
Recensioni

Dai, ti dico come finisce????

6 settembre 2011


Ciao amici!!!


Oggi volevo parlarvi di qualcosa che non riguarda direttamente la lettura ma è sicuramente un elemento che fa parte di essa: Lo Spoiler!!!


Perché mi viene in mente proprio ora e proprio questo argomento?

Perché ho letto sulla rivista “Wired” un articolo di J.J. Abrams, autore di Lost, Star Trek e Super 8.

                                                  Clicca qui per leggerlo

A chi non è mai capitato di sentire un amico che, sapendo cosa tu stia leggendo, odiosamente inizia a chiederti: ti dico come va a finire? A che punto sei? Hai superato quella parte in cui…. e giù con l’anticipazione che immancabilmente fa parte di quel punto a cui non sei ancora approdato!!!!

Alcuni lo fanno per scherzare, altri invece cadono nello spoiler volutamente.

Se c’è una cosa che proprio non sopporto, sono quei siti di libri o serie tv che ci bombardano con i link delle anticipazioni.

Sono assolutamente d’accordo con J.J Abrams quando sottolinea che c’è più gusto nello scoprire da sé come va la storia e magari (aggiungerei) fantasticandoci su, tentando di dedurre ciò che succederà, piuttosto che avere il ben servito, l’immediatezza (come cita Abrams) dell’informazione rovinandoti la sorpresa.

Effettivamente questo è un punto a sfavore della tecnologia e di internet. Se il suo bagaglio di informazioni si rivela essenziale in alcune situazioni, in altre ci toglie il gusto di scoprire di proprio pugno ciò di cui abbiamo bisogno.

Niente calza più a pennello, dell’esempio che fa Abrams del gioco Super Mario Bros, quando racconta di aver perso un’intera giornata per finire il gioco ma, bloccandosi all’ultimo ostacolo, ricorre ad un amico per conoscere “il trucchetto” del vincere facile… la sua vittoria non ha avuto affatto il gusto prelibato che avrebbe avuto se avesse tentato di vincere senza aiutino…

Ecco perché spesso devo frenare anche la lettura delle trame che a volte si rivelano troppo dettagliate.
Anch’io, come J.J, mi chiedo: che gusto ha leggere,vedere qualcosa se a priori hai già cercato l’elemento sorpresa, dunque lo spoiler?

Dunque io faccio parte della categoria che, pur curiosissima di conoscere, non cede alla lettura dello spoiler, e voi?

A presto per le recensioni.
Buona serata e buone lettureeeeeeeeee

Segnalazioni

Le mie vacanze speciali…

21 agosto 2011

Sono rientrata sabato mattina dopo otto ore di viaggio in treno che, per una come me, diventano ancora più snervanti se non riesci mai a dormire ovunque e comunque 🙂

Ma questo non ha rovinato e non rovinerà mai i giorni semplici ma ricchi che ho vissuto in questa passata settimana.

Una vacanza e i suoi ricordi rimangono impressi soprattutto quando a ricordarla non ci sono solo le emozioni vissute ma anche i profumi, i suoni… insomma quando tocca ogni tuo senso.

Vivo nella mente rimarrà sempre il profumo delle nastrine calde della prima colazione. Con i miei amici tutti intorno alla tavola, con la voglia di fare in fretta e andare in giro in esplorazione.

Parma e dintorni. Ecco dove sono stata.
Il sole, il venticello, la vista di viali alberati e il profumo della vegetazione fanno da sfondo e da colonna sonora a questi momenti di svago, di relax, di buona compagnia e di arricchimento anche culturale.

Questa vacanza mi ha permesso di immergermi un un clima sereno ma soprattutto silenzioso. Dove, chiunqye utilizzava la bici come mezzo di locomozione. E questo ha aumentato paurosamente il divario tra questa e la mia città, in cui chiunque non rinuncia alla macchina e non parcheggia se non direttamente sotto il luogo in cui è diretto.

Parma, detta “la bomboniera”, è davvero una piccola chicca. I suoi parchi sono immensi e garantiscono una depurazione dai ritmi frenetici della vita.

Dove, puoi prendere un libro (o un Kindle nel mio caso) e andare in cerca di una panchina all’ombra, dimenticandoti tutto il resto.

E i giardini della paura?
Ho anche potuto vedere un film horror seduta tra l’erba in un giardino alla luce del sole un po’ tetro ma che di notte metterebbe i brividi anche ai più impavidi!

Anche il Lago di Garda, Desenzano, mi ha lasciato un non so che di malinconico. Sapere di non averlo esattamente a due passi e non poter godere di quel bel panorama mette un po’ di tristezza.

A Parma c’era moltissimo da visitare e incollarvi tutte le foto si rivela un’impresa ardua.

Abbiamo anche visitato Milano e il suo duomo, il castello sforzesco e via Monte Napoleone.

Ma poi tanto altro, La Reggia di Colorno, il palazzo Ducale… ecc ecc…
Come ultimo dettaglio… ho realizzato uno dei miei più grandi desideri: mangiare in un sushi bar!!! Dunque posso dire di essermi avvicinata  alla cultura giapponese non solo attraverso i libri ma anche dal punto di vista culinario
Non smetterò di ringraziare infinitamente la mia sorellina spirituale per l’ospitalità, e il resto della compagnia per il divertimento e il piacere di stare insieme.
Una vacanza alternativa ma che mi ha completamente rigenerata!!!
Bene, concludo qui. Info tecniche:
In questa settimana ho terminato : Norwegian Wood di Murakami e Tentazioni deliziose di Sherry Thomas, quindi lunedì si ricomincia con le recensioni!
Un abbraccio e buone lettureeeeeeeeeeeeee
Recensioni

Piccoli dubbi crescono…

2 agosto 2011
Ciao amici!!!

Oggi parliamo di libri… in modo diverso.

Dunque, ieri ricevo una e-mail da Ibs che mi informa del termine del periodo utile per acquistare libri a prezzo scontato superiore al 15%, perchè d’ora in poi, passata la norma in parlamento, non potremo più comprare libri con sconto superiore, appunto, al 15%.

Certo, questa legge favorisce le librerie che si ritrovano a concorrere con grandi portali quali Amazon, ibs, bol che applicano sconti esorbitanti, ma questo non tiene conto delle tasche di noi italiani…

e in fumo la libertà di leggere, informarsi, far circolare la cultura…

Ci sono libri che arrivano a costare oltre 25 euro e per chi, come me, macina libri a volontà, con calcolo approssimativo di 4 libri mensili…devo in teoria rinunciare a 100 euro ogni mese…

Oggi, invece, ho ricevuto la news che Fanucci/Leggereditore (cliccando sul nome accedete all’area menzionata) mettono a disposizione 50 ebook al costo di soli 5 euro cadauno…

Io possiedo un lettore e-reader… un Kindle…

(ecco qui il mio piccolino…)

Certo, molti di voi mi diranno “La sensazione della carta tra le dita, il profumo delle pagine, non è come uno sterile strumento elettronico”. E vi do ragione. Infatti continuo a comprare libri cartacei, ma certi classici che ormai non hanno più copyright, li carico comodamente lì e risparmio qualcosina…

Adesso per noi diventerà una lotta alla ricerca del risparmio e sono sicura che tutti i possessori di lettori e-reader, davanti a prezzi pieni o poco meno, penseranno che sia arrivato il momento di acquistare qualche e-book in più!

E che dire della pirateria? Come lo “scaricamento” illegale di mp3, pare aver messo in ginocchio il mercato discografico, così potrebbe succedere per gli ebook. E questo perchè? Perchè i prezzi, le leggi non pensano alle tasche di noi consumatori. Una legge, un provvedimento dovrebbe anzitutto considerare primi protagonisti noi consumatori che compriamo. Se ci tolgono la possibilità di risparmiare, come possono pretendere che la domanda sia alta?

La lettura tornerà ad essere un privilegio???

Interviste

Intervista a… Sherry Thomas autrice di “Intime promesse”

21 marzo 2011

Amici!!!

Non potete immaginare quando sia felice oggi!
Non ci avrei scommesso e invece è andato tutto per il meglio.
L’autrice Sherry mi ha accordato gentilmente e amabilmente una bella intervista!!!
Prima volta per me con una autrice straniera, quindi mi scuso in anticipo per la traduzione forse un po’ spartana!

E ora siete pronti?
Via!!

Cara Sherry, sono davvero onorata che tu mi abbia dato la possibilità di rivolgerti alcune domande.
“Books Passion” è il mio piccolo spazio in cui condivido con altri utenti la passione per la lettura.
Il desiderio di imprimere nella mente le emozioni che un libro mi lascia, mi ha spinta a scrivere la recensioni di ogni libro che leggo.
Quindi, Benvenuta!!
Vuoi presentarti tu ai nostri amici?
Ah, the most difficult question first.  Well, like you and your friends, I am a book lover.   When I left China for the United States at age thirteen, one of my biggest problems was that suddenly I was illiterate—or practically so, since I could only read traffic signs and sometimes not even those. 
So I did my best to master the English language as soon as possible, so I could read again.  And almost as soon as I could read in English, I picked up historical romances.  They provided many hours of joy and entertainment and taught me many, many words that I would not have learned otherwise.
And look where I am now, putting that vocabulary to good use!  🙂
Ah, domanda difficile. Bene, come te e I tuoi amici, sono una lettrice. Quando ho lasciato la China per venire negli Stati Uniti all’età di 13 anni, uno dei miei più grandi problemi è stato non aver dimestichezza con la lingua- praticamente così, dal momento che ho potuto solo leggere i segnali stradali e, a volte nemmeno quelli.
Così ho frequentato un master di lingua inglese appena possibile, in modo da poter leggere di nuovo. E quando ormai potevo leggere in Inglese, ho preso romanzi storici. Mi hanno offerto molte ore di gioia e di divertimento e mi hanno insegnato tante parole che non avrei saputo altrimenti.
E guarda dove sono ora, come faccio fruttare il vocabolario!
2.Questo libro è ambientato nell’800 e spesso ho riscontrato la stessa ironia pungente tipica di Jane Austin, è un’autrice che apprezzi, ti sei ispirata a lei?
I am a huge fan of PRIDE AND PREJUDICE.  I first tried to read it when I was sixteen.  My English was then insufficient to appreciate its subtleties; I gave up after a few chapters.  But then I gave it another try when I was twenty and this time absolutely fell in love.  The humor, the wit, the beautifully drawn characters—I adored everything.
To this day I think Lizzy Bennet and Mr. Darcy remain the gold standard of a romance couple.  She is so strong, sensible, observant, and clever.  And he, he is a man who not only loves his lady madly, but is willing to say, “yes, I was wrong and thanks to you, I have learned from my mistake.” 
So yes, indeed the legacy of Jane Austin inspires me.  
Sono una grandissima fan di Orgoglio e Pregiudizio. La prima volta che ho provato a leggerlo avevo 16 anni. Il mio Inglese era insufficiente per apprezzare i suoi sottotitoli; ho rinunciato dopo pochi capitoli. Ma ci ho riprovato quando avevo 20 anni e questa volta me ne sono innamorata. Lo Humor, l’arguzia, i personaggi splendidamente delineati- mi è piaciuta ogni cosa.
Tutt’ora penso che Lizzy Bennet e Mr Darcy rimangano la coppia romantica per eccellenza. Lei è così forte, sensibile, attenta e intelligente. Lui è un uomo che non solo ama la sua donna follemente, ma è anche disposto a dire: “Sì, mi sbagliavo e grazie a te ho imparato dal mio errore”.
Quindi sì, l’eredità di Jane Austin mi ha ispirata.

3.Chi scrive, in genere legge molto. E’ così anche per te? Quali sono i libri che porti nel cuore?
I love two kinds of books, books that transport me—to another time, another place, another world—and books that move me deeply and renew my faith in humanity.  My favorite books do both at the same time. Inside the fast-paced plot of the seventh Harry Potter book, for example, is a lovely meditation on courage, friendship, and sacrifice.  Madensky Square by Iva Abbotson gave me a year in the life of a magnificent woman in pre-WWI Vienna. 
And of course, that’s the reason I love historical romances, because they both transport me and move me. Judith Ivory and Laura Kinsale are two of my favorite romance writers.
Amo due tipi di libri, quelli che mi trasportano- in un altro tempo, in un altro posto, in un altro mondo- e quelli che mi commuovono profondamente e rinnovano la mia fede nell’umanità. I miei libri preferiti sono quelli che fanno entrambe le cose. All’interno della veloce trama del settimo libro di Harry Potter, per esempio,c’ è un’amabile meditazione sul coraggio, l’amicizia e il sacrificio. Mandensky Square di Iva Abbotson
Mi ha dato un anno della vita di una magnifica donna durante il periodo precedente la prima guerra mondiale a Vienna.
Ed ecco qual è la ragione per la quale amo i romanzi storici perché mi trasportano e mi emozionano.
Judith Ivory and Laura Kinsale sono due delle mie preferite scrittrici di romanzi.
4.Come sei arrivata a scrivere questo libro?La storia è nata in un modo particolare?Da dove hai presto l’ispirazione?
I mentioned earlier that I read many historical romances as an adolescent.  One of the tropes I noticed recurring in those books was the “Big Misunderstanding”: The hero would think the heroine has done something awful when she was completely sweet and innocent.  When I decided to write a romance of my own, I wondered what kind of story I would arrive at if I did the opposite, i.e., the heroine indeed commits a grave error of judgment.  What would be the consequences?  And how would my lovers recover from the aftermath of this disaster?
And that idea drove the creation of INTIME PROMESSE.
Come ho detto prima, ho letto molti romanzi storici da quando sono adolescente. Una delle metaforericorrenti in questi libri è stato il “grande equivoco”: l’eroe pensa che l’eroina abbia commesso qualcosa di terribile ma invece lei è completamente innocente. Quando ho deciso di scrivere un romanzo, mi sono chiesta a che tipo di storia sarei arrivata e se avessi fatto il contrario, l’eroina infatti commette un grave errore di giudizio. Quali sono state le conseguenze? E come i miei amanti possono riprendersi da questo disastro?
Ed ecco l’idea che ha guidato la creazione di “Intime Promesse”.
5.Ho adorato questo libro soprattutto perché era diviso esattamente in due, la parte felice in cui Lord e Lady Tremaine si conoscono e sboccia l’amore e la parte triste e disperata di un matrimonio a pezzi. Nella tua mente quale parte è nata prima?
The first time I wrote this book, from 1998 to 2000, I did it so that everything happened in a sequential manner: first we see them fall in love, then disaster strikes, a long separation, and then the reunion.  A very wise critic told me that it was the wrong way to write the book.  That I had to start the book at the moment of the reunion.  But I had no idea how to incorporate all the backstory, so I set the manuscript aside for five years.
Then, one day, inspiration struck: alternating timelines.  I threw out everything I’d written before—it was all rubbish—and started from scratch.  And this time, I wrote the book exactly as you see it, revealing the past bit by bit as the tension mounts in the present.
La prima volta che ho scritto questo libro, tra il 1998 e il 2000, tutto è avvenuto in maniera sequenziale: prima vediamo i coniugi innamorati, poi il disastro, una lunga separazione e l’incontro. Un critico molto saggio mi ha detto che era il modo sbagliato di scrivere il libro. Dovevo iniziare il libro al momento dell’incontro. Ma non avevo idea di come incorporare la parte inerente il passato, così ho lasciato il manoscritto da parte per 5 anni.
Poi un giorno, l’ispirazione mi ha colpita: alternare le linee temporali. Ho buttato via tutto quello che avevo scritto prima, era tutta spazzatura, e ho iniziato da zero. E ho scritto il romanzo esattamente come lo vedete, rivelando passo dopo passo il passato, contemporaneamente alzando la tensione nel presente.

6.Lord Tremaine è un personaggio davvero affascinante. Puoi paragonarlo ad un attore?Ti piacerebbe vedere il tuo libro sul grande schermo?
I am glad you enjoyed Lord Tremaine as a character.  I really am very fond of him myself. 
I know that many readers and writers, when they imagine a character, often have an actor in mind.  For some reason, I never do that.  So I cannot tell you which famous star he resembles.  But I can tell you the reason for his blondness.
Romance heroes are often dark-haired—the ideal has always been “tall, dark, and handsome.”  But who was considered the most beautiful man in the world in 1998-2000, when I was writing the first draft of the book?  Yes, golden-haired Brad Pitt.  So I decided to make Lord Tremaine blond. J
And I certainly would not mind if my books became movies.  But the thing is, romances tend not to make terribly good movies, as much of what happens in a romance is internal, rather than visual.  Probably a better book of mine to adapt into a movie would be Not Quite a Husband, which takes place in the middle of an uprising in the mountains of British India and involves a lot of exciting action. 
Sono felice che tu consideri Lord Tremaine un personaggio. Io sono davvero affezionate a lui.
So che molti lettori e scrittori, quando immaginano un personaggio, spesso hanno un attore in mente. Per molte ragioni io non l’ho fatto. Quindi non posso dire a quale attore assomigli. Ma posso dirti la ragione per la quale lui è biondo.
Spesso gli eroi dei romanzi hanno i capelli scuri,- l’ideale spesso è che siano alti, scuri e belli- ma chi era considerato l’uomo più bello del mondo tra il 1998-2000 mentre scrivevo la prima bozza del mio romanzo?
Sì, era l’uomo dai capelli d’oro.. Brad Pitt! J così ho deciso che Lord Tremaine fosse biondo!
Certamente vorrei che il libro diventasse un film. Ma il fatto è, che i film non rendono molto bene i romanzi, perché  ciò che accade in un romanzo è interno, piuttosto che visivo.
Probabilmente uno dei miei libri più adatti a diventare un film sarebbe “Not Quite a Husband” che si svolgenel mezzo di una rivolta nelle montagne dell’India britannica e comporta un sacco di azione eccitante.

7.Progetti per il futuro?
I am writing a trilogy about three siblings and their paths to love.  All three books will be released in 2012.  Hopefully, INTIME PROMESSE will do well enough in Italy that these later books will see translation too. 
Sto scrivendo una trilogia su tre fratelli e I loro percorsi amorosi. Tutti e tre i libri saranno pubblicati nel 2012. Spero che Intime Promesse abbia successo in Italia cosicché  vengano tradotti anche questi.
8.Lascio a te la parola per congedarti dai nostri amici ma prima vorrei ancora ringraziarti per questa intervista ma soprattutto per avermi fatta sognare con questo libro!Buona fortuna!
I thank you very much, Giuliana, for this lovely interview.  I rely on trusted blogger friends—my critique partner is Janine of Dear Author—for recommendations so I cannot speak highly enough of dedicated book bloggers.
And I am thrilled to be introduced to your community of friends and readers.  I hope INTIME PROMESSE will become one of the books that they hold dear in their hearts and I thank them very much for giving me their time and attention.
May everyone’s shelves always overflow with great reads!
Grazie tante, Giuliana, per questa amabile intervista. Mi affido agli amici blogger- il mio critico è Janine  di “Gentile Autore”- per le  raccomandazioni per cui non posso parlare mai abbastanza ad un blog dedicato al libro.
E sono entusiasta di essermi presentata alla tua comunità di amici e lettori. Spero che “Intime Promesse”diventerà uno dei libri che abbiano a cuore e nei loro cuori e li ringrazio molto per avermi dato il loro tempo e attenzione.
Possano tutti gli scaffali essere sempre troppo pieni con grandi letture!
Interviste

Intervista a… Margaret Gaiottina!Autrice de “L’alba della chimera”

13 marzo 2011
Ciao amici!!

Sono appena rientrata da un pranzo e sono piena come un uovo! L’allergia non mi da tregua ed è tornata più forte che mai!!Che fortuna!!!

Oggi, per chiudere questa settimana e proiettarci alla prossima (che si prospetta purtroppo ancora piovosa) ho pensato di condividere con voi questa intervista.

Margaret è stata molto gentile e disponibile e per questo la ringrazio.

La recensione al romanzo in questione, la trovare Qui!

Ed ora non mi resta che augurarvi Buona Lettura!!!

1. Benvenuta in questo mio piccolo e modesto spazio alimentato unicamente da una sola fiamma sempre forte e luminosa: l’amore per la lettura. E’ un piacere averti qui con noi. Vuoi presentarti tu ai nostri lettori?
 
Buonasera Giuliana e buonasera a tutti! Faremo così: aggiungeremo alla tua fiamma anche la mia e verrà fuori un bel falò di passione per la lettura! Mi chiamo Margaret Gaiottina e sono una scrittrice di amore e di vampiri. 

 

2. “L’alba della chimera” così come “La sedicesima notte” fanno parte della collana: a cena col vampiro, in cui i protagonisti sono vampiri dagli occhi viola. In realtà in questa collana, siete in molte a scrivere, avete dato vita ad un progetto singolare. Come vi coordinate? Com’è strutturato il tutto? Come nasce questo progetto?
 
Coordinarsi non è sempre facile, soprattutto nei libri come L’alba della chimera e In una gelida rosa che non solo hanno gli stessi personaggi ma si svolgono anche in contemporanea. Ci avvaliamo più che altro delle e mail, talvolta anche del telefono quando le discussioni si fanno roventi. Eh si perché ci infervoriamo parecchio, è lo spirito del nostro gruppo di scrittura.
 

3. Parilamo di te, dei tuoi gusti personali, sei un’accanita lettrice?Qual è il tuo genere preferito?Quale il tuo libro…diciamo, di formazione?
 
Sono un’ appassionata di paranormal romance, insomma leggo il genere che scrivo fondamentalmente (della serie me la canto e me la suono!). Adoro la J.R. Ward che da molti viene giudicata trash e forse a ragione. Ma ritengo avere gusti piuttosto comuni, come tante altre donne d’altronde. Mi piace Gabriel Garcia Marquez e anche Camilleri. Insomma alterno vari generi. Recentemente ho apprezzato anche Il suggeritore di Donato Carrisi.
 

4. Avendo letto solo “L’alba della chimera” posso rivolgerti domande solo su questo libro. A chi ti sei ispirata per delineare il carattere e l’aspetto fisico dei tuoi personaggi?
 
I personaggi vivono tutti nella mia mente, li ho nitidi in tutte le loro caratteristiche, nei volti, nei corpi e caratteri. Quindi si tratta semplicemente di farli “venire fuori” dal mio immaginario privato, farli parlare, interagire, vivere insomma.
 

5. Il personaggio alla quale sei legata da un feeling inespugnabile?
 
Di sicuro Ethan Rochester, il protagonista del mio primo romanzo. La sua sensualità ha popolato le mie fantasie più sfrenate. Ma devo dire che Matthhew lo sta insidiando parecchio!
 

6. Il personaggio con il quale vai meno d’accordo?
 
Endora Campbell alla quale talvolta avrei messo le mani addosso e naturalmente Balthasar Deaver, il “cattivo” della chimera. Anzi il controllore direi.

7. Se dovessi dare dei consigli a chi ti ascolta e aspira a diventare scrittore, cosa diresti?
 
Di ascoltare…i consigli dei lettori! Seriamente, delle volte le recensioni negative offendono, urtano la nostra sensibilità. Anzi, direi che ci fanno rimanere sempre un po’ male. Ma ogni libro ha dei difetti, uno o più di uno e scoprirli è comunque positivo per realizzare il prossimo, e realizzarlo meglio.

8. Altri progetti in cantiere?
 
Si, sto strutturando un nuovo romanzo, sempre all’insegna del sovrannaturale, con l’ asse portante di una storia d’amore. Ma basta vampiri, almeno per ora.
 

9. Ringraziandoti per la pazienza e invitandoti a passare da noi quando vuoi, lascio a te la parola e il compito di salutare i nostri lettori…
 
Beh direi grazie se vorrete leggere l’Alba della chimera e grazie ancor di più se vorrete commentarla. Abbiamo tutti da imparare e non c’è nulla di meglio delle opinioni dei lettori per farlo! E poi vorrei condividere con voi uno stato d’animo: sono felice che la mia vita sia stata riempita da questa nuova attività. Fra le tante cose che faccio nelle mie giornate, scrivere è una di quelle che mi fa sentire davvero bene, mi rende felice. Un saluto a tutti voi.

Interviste

Intervista a… Andrea G. Colombo, autore de “Il diacono”!!!

7 marzo 2011
Ciao a tutti Amici, 
diamo il benvenuto in Books Passion, all’autore Andrea G. Colombo che ha gentilmente accettato di rilasciare un’intervista per il blog.
Anzitutto Andrea, la ringrazio per essere qui con noi quest’oggi.
Bene, iniziamo  
Chi è Andrea G. Colombo?
 Un grande appassionato di letteratura e cinema a tinte forti, ma che non disdegna commedia, dramma e fantastico. Evita rigorosamente film e libri noiosi: la vita è troppo breve per poterla sprecare con qualcosa che non ti riesca a regalare forti emozioni. Ha una fissa per i documentari sull’astronomia e stravede per il suo gattino Lucifero. Nero, con gli occhi gialli, morbidissimo e astutissimo. Una piccola celebrità fra i miei contatti Facebook
   
     Da dove nasce il desiderio di scrivere? C’è un momento in particolare, un dato avvenimento che spinge una persona ad afferrare una penna e lasciarla scivolare sui fogli bianchi?
Mi è sempre piaciuto inventare storie. L’ho sempre fatto, sin da piccolo. Progettavo battaglie epiche usando ogni sorta di giocattolo, strutture sempre più complesse… Mia madre si metteva le mani nei capelli quando entrava nella mia camera: per lei quello era disordine, ma per me era la scenografia del dramma che stavo mettendo in scena. Differenti punti di vista, direi.
Questa attitudine, crescendo, si è evoluta e a un certo punto mi è parso chiaro che la scrittura fosse il mezzo attraverso il quale potevo dedicarmi a questa mia grande passione, così iniziai a scrivere e a studiare per cercare di farlo al meglio. Da allora non ho mai smesso (né di scrivere né di studiare).
     Uno scrittore, di solito, è in primis un accanito lettore. Qual è il suo genere preferito? Quali gli autori dai quali trae ispirazione? Quali fanno parte della sua formazione?
Non si può scrivere se prima non hai alle spalle una robusta carriera come lettore. Sarebbe come voler fare il dentista senza i rudimenti di medicina, o il pilota di formula uno senza aver preso la patente. Io leggo preferibilmente thriller e horror, ma se un libro è buono non bado alle etichette. L’ispirazione la traggo da tutto quello che mi circonda, perché si può imparare da tutti. Si può anche imparare dai pessimi scrittori: capisci cosa non devi assolutamente fare leggendo i loro libri! Ho tanti scrittori che mi hanno lasciato qualcosa di loro… Edgard Allan Poe, Stephen King, Dino Buzzati, Ira Levin, Clive Barker, Michael Crichton, Richard Matheson, Alan D. Altieri, Umberto Eco… Ogni libro è un’esperienza.
       
           Parliamo un po’ di questo libro. A farla da padrone è certamente la Fede, la religione. Qual è la sua posizione, il suo credo? Quanto, oggi, l’uomo ha cura della propria Fede?
Credo che la religione sia ancora oggi uno dei centri gravitazionali attorno al quale ruota il nostro mondo. E vale sia per gli atei che per chi ha fede. Il condizionamento è troppo forte, è indistinguibile da quello che siamo noi e la nostra società. Se parlo di Dio o di Satana, praticamente posso essere inteso da quasi qualsiasi essere umano sul pianeta, basta solo che io usi il termine corretto, ma alla fine il sistema di riferimento è comune a tutti i sei miliardi di persone che affollano questo pianeta. Quindi capisci bene come io ritenga questo argomento davvero… potente. E poi c’è la Bibbia, che parla dell’uomo, del suo inizio e della sua fine. E’ tutto talmente viscerale che non importa se io e te crediamo o no: comunque sia, se ti racconto queste cose, tu saprai di che parlo e qualcosa dentro di te reagirà. Forse siamo costruiti in modo da reagire in questo modo, altrimenti non mi spiego come mai gli esseri umani, da ventimila anni a questa parte, non facciano che interrogarsi su Dio, Inferno e Paradiso.
 
      Nell’aletta del libro, leggendo la breve descrizione, è scritto: “Siamo porte. Ciascuno di noi, ovunque sul pianeta. Varchi spalancati attraverso cui il Male può irrompere e infettare la nostra realtà”.  Dunque il male esiste e noi siamo i suoi migliori conduttori? Possiamo tenere chiuse le porte, oggi, con tutte le possibilità che ci sono di corrompere il nostro spirito?
Ti è mai capitato di sentire al TG le interviste dei vicini di casa di qualche pazzo che all’improvviso stermina la famiglia? “Sembrava una brava persona…” non dicono così?
Un attimo prima sei una brava persona, poi le porte si spalancano e diventi un mostro. E’ questione di una frazione di secondo: se resisti all’impulso del male, andrai avanti a essere una brava persona, che magari cova rabbia e livore… Se cedi, precipiti in un inferno di orrore e dolore.
E’ una cosa che lascia interdetti, a pensarci.
Una volta spalancata quella porta, poi, è quasi impossibile richiuderla e tutto il male ci passa attraverso, trascinandoti sempre più a fondo. Credo che non sia facile aprirla, la stragrande maggioranza di noi riesce a condurre una vita retta, dietro a pesanti porte ben sprangate, ma ogni tanto, in qualche parte del pianeta, qualcosa riesce a passare…
Nel romanzo ho cercato di condensare questo pensiero, rappresentando l’uomo con i suoi mille difetti. Molti dei miei protagonisti combattono il male, altri cedono alla sua spinta. A volte è solo una questione di volontà: non conta quello che fai, se fai del bene o del male…
Conta quello che vuoi.
Puoi fare del bene per una vita intera, ma se dentro di te, in realtà, desideri qualcos’altro… molto probabilmente lo otterrai.

 

     Tornando alla narrazione. Il personaggio che le assomiglia di più e si è divertito a delineare, insomma quello che le è riuscito meglio?
Quello che mi è riuscito meglio lo lascio decidere ai lettori. Però posso dirti a chi vanno le mie preferenze, quali tra i vari personaggi mi sono divertito di più a descrivere. Il Diacono, innanzi tutto. Adoro questo personaggio. E’ complesso da gestire, obbliga a una disciplina ferrea, è una vera sfida narrativa per me, ma per questo mi piace. Poi c’è Padre Valdés, un rigido monaco, dalla fede incrollabile, ma anche disposto a guardare il mondo con occhi privi di ingenuità. E infine lei… la Divoratrice di anime. E’ un personaggio che resta impresso e in molti mi scrivono dicendomi la stessa cosa. Tessa non si dimentica facilmente. E’ stupenda, lasciva, terribile, imprevedibile.
Un autentico spasso.
      E’ un libro certamente Noir, Horror. Questi generi incutono timore, suscitano paura e inquietudine nel lettore. Cosa serve per “spaventare” il lettore e meritarsi l’etichetta di questo genere? Cosa in genere, fa più paura?
Io credo che paura e timore siano solo la prima parte dell’esperienza. Poi arriva altro… La passione, l’esaltazione, il coinvolgimento totale dei sensi. La paura è solo una specie di grimaldello per tenere sveglia l’attenzione del lettore, ma il piatto forte è quello che viene dopo. Non scrivo mai per spaventare o disgustare i miei lettori, non è quello il fine ultimo della mia scrittura: scrivo per vivere insieme a loro un’avventura incredibile, qualcosa che sperimentiamo insieme, un viaggio esaltante, divertente e stimolante… E’ quello che cerco di trasmettere e spero di esserci riuscito.
     Complimentandomi ancora per la buona riuscita di questo romanzo e ringraziandola per l’intervista, le lascio la parola per concludere e salutare i nostri lettori.
Grazie di cuore a te e a tutti i lettori che vorranno intraprendere questo viaggio insieme ai miei personaggi. Sono lì che vi aspettano… Io intanto (come si dice in questi casi “a grande richiesta”) mi metto al lavoro per il seguito del romanzo.
Recensioni

Perchè ogni giorno bisogna ricordare…

27 gennaio 2011

Primo Levi – Agli amici – 16 dicembre 1985

Cari amici, qui dico amici
Nel senso vasto della parola:
Moglie, sorella, sodali, parenti,
Compagne e compagni di scuola,
Persone viste una volta sola
O praticate per tutta la vita:
Purché fra noi, per almeno un momento,
Sia stato teso un segmento,
Una corda ben definita.Dico per voi, compagni d’un cammino
Folto, non privo di fatica,
E per voi pure, che avete perduto
L’animo, l’anima, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
Che mi leggi: ricorda il tempo,
Prima che s’indurisse la cera,
Quando ognuno era ancora un sigillo.
Di noi ciascuno reca l’impronta
Dell’amico incontrato per via;
In ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene od il male
In saggezza o in follia
Ognuno stampato da ognuno.

Ora che il tempo urge da presso,
Che le imprese sono finite,
A voi tutti l’augurio sommesso
Che l’autunno sia lungo e mite.

Non sono brava nei commenti alle poesie, nè mi va di aggiungere molto, perchè le parole possono avere una forza estrema, potente, urlante ma possono vanificarsi con discorsi sempre uguali…

Noi, oggi, possiamo solo sentire un’eco intangibile del dolore di questi uomini che non si sono sentiti Uomini.
Quello che non riesco a spiegarmi è come un evento così struggente, forte, che si infila infidamente nelle viscere, strizzandoci il cuore, non impedisca, nel mondo, di debellare per sempre quel mostro viscido chiamato guerra… nelle sue innumerevoli forme e denominazioni: cattiveria, malvagità, irrazionalità, fanatismo, immoralità…

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