Recensioni

L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio

31 Marzo 2020

Buon pomeriggio cari lettori.

Questa lettura appartiene ad un progetto che ho lanciato a Gennaio su instagram con lo scopo di “assicurarci” una lettura mensile in base a degli obiettivi estratti a sorte! Lo so, non si capisce un granché 🙂 ma credetemi è più facile a farsi che a dirsi. Di seguito tuttavia trovate il video con la spiegazione!

Dedichiamoci però al romanzo in questione!

pagine 176
cartaceo euro 17,00 (circa)
ebook euro 8,99
2017

Trama:

La protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi.

E’ alquanto difficile parlarvi di un libro scritto in modo deciso, schietto e diretto cercando di non dirvi molto e/o di esserne all’altezza.

Perché qui i temi sono importantissimi: anzitutto un contesto socio-culturale precario, imbruttito, triste, vero. Sì, perché l’arminuta ritorna in una casa alla quale non sente di appartenere e il cui divario è sconfinato. Una realtà povera economicamente ma anche nei sentimenti.

L’autrice ci offre la possibilità di osservare e valutare il rapporto madre-figlia che intercorre in duplice maniera: l’arminuta con la mamma biologica e l’arminuta con la mamma adottiva.

Certo, è facile giudicare il rapporto con la madre biologica perché tutto è messo sul piatto: il lettore ha molti elementi per valutare questo tipo di legame ma, ciò che infondo fa riflettere maggiormente sono le scelte della mamma adottiva e delle conseguenze che comporteranno per la nostra protagonista.

L’altro tema è quello della sopravvivenza: tutti i personaggi, compresi quelli che hanno i mezzi per farlo, mi sembrano arrancare e in continuo movimento per cercare di mantenersi a galla in un contesto soffocante e fatto di compromessi.

Se dovessi descrivervi concretamente questa storia vi direi di immaginare tanti fermo immagine, tante diapositive di vita quotidiana in bianco e nero perché qui la disperazione e la malinconia non possono colorarsi di toni caldi e luminosi. Ma ci sono anche dei rari momenti di spensieratezza per l’arminuta e dunque delle rare polaroid con dei toni pastello che lasciano uno spiraglio sul suo avvenire.

Non si può parlare di finale, tanto meno di lieto fine perché quella dell’arminuta è solo una porzione della sua vita e possiamo augurarle solo il suo meritato riscatto da una vita che non è stata affatto delicata con lei.

Vi consiglio assolutamente questo libro perché l’autrice è stata magistrale con le parole!

Buone lettureeeeeeeeeeeeeeee

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

Powered by themekiller.com anime4online.com animextoon.com apk4phone.com tengag.com moviekillers.com