Recensioni

“Il mio corpo mi appartiene” di Amina- Recensione

9 Febbraio 2015
Giunti editore
12,00 euro
154 pagine
brossura


Buona sera miei infreddoliti amici,

La maggior parte di voi, come me, sarà certamente sotto le coperte con un libro, per sfidare questo freddo penetrante e terribilmente insopportabile!
Oggi parliamo di questo libro.
Dato il numero esiguo di pagine, si legge velocemente e ci permette di vestirci un po’ della cultura tunisina, condividendo la vita e la palpabile esperienza di questa autrice/protagonista, la quale ha cercato in tutti i modi, invece, di svestirsi di pratiche, costumi, leggi non scritte tipiche del contesto in cui ha vissuto.
Trama:
non vi è una vera e propria trama… Amina è una 18 enne tunisina, figlia di una generazione che si ribella a quelle che possono essere regole troppo rigide e incomprensibili. Ma ella fa ancora parte di una minoranza che lotta per i propri diritti, per la propria libertà. Così il 1′ marzo del 2013 Amina decide di pubblicare in rete una sua foto (quella in copertina) a torso nudo, con la scritta “Il mio corpo mi appartiene”….
Da qui inizierà il profondo cambiamento di Amina, che lotterà contro la propria cultura, contro la sua famiglia, contro tutti coloro che la considerano una (passatemi il termine) puttana, per il solo fatto di aver dato voce al pensiero comune, ma sottaciuto, delle donne della sua età.
Nel libro, l’autrice ripercorre per sommi capi la sua trafila, la sua partecipazione attiva alla primavera araba, alla ribellione verso ciò che non è giusto e ostacola il suo vivere.
Non sono i semplici colpi di testa di una neo diciottenne, ma l’affermazione del proprio sé, che la cultura araba vuole a tutti i costi manipolare, plasmare, nascondere sotto un velo, ponendo la vita di una donna alla mercé di uomini che dovranno gestirla e guidarla senza chiedere neppure il permesso.
Quello che mi ha stupito di più è stato l’atteggiamento dell’autrice durante il suo racconto. Non vi era rancore o  critica prepotente. E’ come se avesse canalizzato le sue sensazioni, le sue idee, la sua forza, verso un unico scopo: far sentire la sua voce e cambiare le cose. 
Soprattutto, non ha perso tempo a provare sentimenti di astio, odio, seppur legittimi. La parola chiave del suo operato è stata l’azione stessa!
I banchi di prova ad attenderla sono stati tanti, troppi e della peggior specie. Ma il suo scopo, la sua grinta l’hanno aiutata a superarle tutte.
E per questo, merita di essere… letta.
Buone lettureeeeeeee

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