Recensioni

Una dolce ostilità di Marianne Kanavagh

23 marzo 2016

Buon pomeriggio cari lettori!

Eccomi finalmente con la recensione de Una dolce ostilità di Marianne Kavanagh, un’autrice che secondo me ha utilizzato uno stile di scrittura abbastanza accattivante ed intelligente, vediamo perché.

 

Una dolce ostilità di Marianne Kavanagh

Garzanti, euro 16,90, cop. rigida, 293 pagine

 

Trama:

Kim è una ragazza fuori dalle righe, che si batte per i diritti dei più disagiati, che non riesce proprio a tenere la lingua a freno. Oggetto dei suoi scherni è sopratutto Harry, il migliore amico di sua sorella. Kim proprio non lo sopporta: lo considera insensibile e votato solo alla carriera. Ma se si sbagliasse? Se questa profonda ostilità fosse una mal celata forma d’amore?Le cose inizieranno a farsi più chiare quando lei, insieme ad Harry, dovrà occuparsi di suo nipote.

Devo ammettere che prima di approcciarmi a questa lettura, avevo in mente tutt’altro tipo di storia. Mi aspettavo dei tira e molla tra i due personaggi, dei fuochi di passione susseguiti da momenti di odio o scoppi d’ira. Invece tra i due protagonisti ogni conversazione iniziava già carica di risentimento e l’epilogo, se possibile, era ancora peggiore delle aspettative. A volte gli scoppi d’ira di Kim erano davvero incomprensibili ma quello che mi urtava davvero era l’immobilità di Harry: non ha mai affrontato Kim per farle comprendere l’errore della sua così ostile posizione.

Ecco, secondo me i due rappresentano due sentimenti che hanno reso celebre un altro romanzo: Orgoglio e Pregiudizio. Lei sicuramente rappresenta il pregiudizio, poiché non si è mai sforzata di vedere oltre la corazza di Harry ma trovava più comoda l’arma dell’attacco e degli improperi, mentre lui è l’orgoglioso ragazzo che preferisce non mostrare nulla di sé e ridurre i rapporti sentimentali al minimo.

Sul finale, che non svelerò chiaramente, una sola parola sarà in grado di dare uno schiaffo morale a Kim.

Questo romanzo dimostra l’inutilità delle schermaglie, dando una certa importanza alla comunicazione, al confronto, ma di quella produttiva ed efficace.

Anche il destino avrà un suo ruolo fondamentale, perché prima o poi esso riuscirà a trovare il suo compimento.

Quello che mi ha affascinata di questo libro, al di là della storia tutt’altro che scontata, è stato lo stile.

Avete presente quando una persona vi racconta la sua vita e lo fa saltando da un ricordo all’altro ma facendolo comunque con una certa logicità?

Bene. E’ come se Marianne Kanavagh mi avesse raccontato la storia di Harry e Kim, seduti in un bar, davanti ad un caffè, andando indietro con la memoria, dividendo le vicende per anno ma facendolo quasi un po’ a caso. Questo non rende assolutamente la narrazione confusionaria, anzi le da quel senso di familiarità e calore che ci permette di vivere le situazioni dei protagonisti in maniera empatica.

Consigliato!

Buone lettureeeeee

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