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Ci vediamo un giorno di questi di Federica Bosco

7 ottobre 2017

Ciao a tutti i lettori,

avete presente quella sensazione di estrema responsabilità nei confronti di un pensiero importantissimo che volete comunicare e la paura di non farlo in maniera incisiva? Questo mi succede ogni volta che voglio parlarvi di un libro che mi è piaciuto in maniera incredibile e sono certa di non riuscire a dirlo in maniera efficace!

Proviamoci!

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“Ovunque tu sarai” di Fioly Bocca – Recensione

10 giugno 2015
Giunti
Fioly Bocca
156 pagine
12,00 euro
copertina rigida

Buon pomeriggio lettori!

Ultimamente mi capita spesso di imbattermi in libri che iniziano o hanno come argomento cardine, un evento tragico. Li scelgo per istinto, non so perché, ma questo non dev’essere necessariamente sintomo di uno stato d’animo negativo.
Un mio amico, Tolstoj, nell’incipit di Anna Karenina diceva: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”.
Quindi leggere libri con un tema tragico, triste, malinconico, ci permette di osservare, analizzare la reazione umana e le scelte che ne conseguono.
Questo è ciò che mi è accaduto con “Ovunque tu sarai”.
Trama:
Anita vive a Torino ma è originaria delle Dolomiti. Lì vivono ancora i suoi genitori. Sua mamma improvvisamente si aggrava. Ha un cancro e non è possibile fare nulla per salvarla. Anita vive di bugie, quelle che racconta a sua mamma per farle vivere gli ultimi istanti in serenità: ha un lavoro che odia, un fidanzato storico,Tancredi, che ormai è assente, distratto per il quale sente affetto ma forse nulla di più. Poi un giorno, in treno, durante i suoi spostamenti da Torino a casa di sua mamma, incrocia Arun… un ragazzo che al primo sguardo è capace di leggerle dentro…

Ciò che mi ha colpito in primis di questo libro è stato lo stile.
Quando leggevo alcuni concetti pensavo: “Cavolo, con queste metafore rende davvero l’idea!”
Un esempio?
Parlando della storia con Tancredi, ai suoi albori, Anita racconta così l’evolversi del loro rapporto: 

“[…] Ci siamo addomesticati a vicenda, un poco alla volta. Perché amarsi, mi sono detta, è anche imparare a non pestarsi i piedi mentre si balla la stessa musica.”

In una sola frase io trovo tutta la profondità del concetto: l’idea che anche in amore ci sono compromessi, che non può trattarsi di un continuo tira e molla, che il tempo in questi casi aiuta, la costanza idem…

Tutta la narrazione è pregna di queste frasi, di queste pillole di verità.

La commozione del lettore è assicurata: la vita di una mamma che lentamente scivola via, il vuoto che lascia, non può essere riempita dalle nostre lacrime, dalla routine o da una nuova vita. Anita ci insegna a far entrare il dolore dentro di noi così da affrontarlo e imparare a convivere con esso.

L’adrenalina è una costante: Arun che farà la sua apparizione nella vita di Anita e lentamente la scombussolerà, lascia a lei le redini della situazione e ogni cosa che ella sceglierà di fare, sarà una continua corsa, un vorticare di pensieri.

La malinconia fa parte di ogni situazione descritta nel libro: sicuramente Anita vive la storia con Tancredi legandosi al passato e ai momenti trascorsi, come se la forza che essi hanno lasciato, possa servire a carburare gli anni che verranno. La malinconia è negli occhi di suo padre, rimasto ormai solo. La malinconia è nell’animo di Anita anche quando decide di allontanare Arun…

Infine c’è un tocco fiabesco. Ma su questo non posso e non voglio dirvi nulla. Posso solo accennarvi che Arun è uno scrittore di racconti per bambini e che questo suo modo di essere renderà dolci e inafferrabili alcune sensazioni.

Buone lettureeeeeeeeeeee

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La signora dei gelsomini di Corina Bomann – Recensione

7 giugno 2015
476 pagine
11,90 euro
Giunti

Buon caldo pomeriggio lettori!

Beh, sì, bello il caldo… alleggerire i vestiti, uscire per passeggiate spensierate… ma il mio corpo sta già subendo i suoi effetti negativi: mal di testa, fiacchezza ecc…
Non posso tuttavia esimermi dalle mie adorate recensioni!
Dunque, andiamo!
Trama:
Melanie è una reporter, è sempre in giro per il mondo per i suoi servizi fotografici. Tornando dal Vietnam scopre che Robert, l’uomo che sposerà tra qualche mese, ha avuto un incidente ed ora è in coma. Questo la sconvolge a tal punto da creare in lei delle problematiche: svenimenti, attacchi di panico… Così decide di trascorrere qualche giorno in campagna dalla sua bisnonna Hanna. Ed è proprio lei, 96enne,  ad aiutarla a superare tutto questo, raccontandole la segreta storia del suo passato.

Dunque abbiamo due storie che si intrecciano: quella di Melanie, preoccupata, sconvolta e disperata per le condizioni di Robert e il suo processo di “fortificazione”e quella di Hanna che rivelerà i suoi più oscuri segreti riguardo la sua storia.
Tutto inizia con l’incontro di Hanna con Thanh e la decisione di renderla parte della sua famiglia. Than infatti diventerà la sua sorella adottiva. In seguito tutto diventa vorticoso, frenetico, pericoloso ed incontrollabile: Hanna e Thanh decidono di scappare per realizzare i loro sogni che Saigon (la loro città) con le sue limitazioni culturali non potrà permettere loro di fare.
Ma il destino si accanisce su di loro in maniera crudele, cadono nelle mani di trafficanti di donne e vengono separate.
Hanna si vergogna del suo passato, della sua decisione, di quello che la vita le riserverà ma sa che la sua storia potrà servire a Melanie per esorcizzare il suo dolore, per rafforzare il suo animo e stimolarla a non lasciarsi sopraffare da questo destino.
Hanna riuscirà a trasportarci in diversi angoli della terra, in differenti culture. La sua storia è come una matriosca: all’interno, sempre più in profondità, ci sono molte altre storie che riempiono le pagine della sua vita, molte di loro dolorose ma che la rendono la persona che è oggi: determinata, sicura, consapevole del destino e dei suoi capricci.
Questo romanzo mi ha molto appassionata perché Hanna attraversa davvero tanti dolori e tante peripezie. Ci sono state pagine che su di me si sono abbattute come una tempesta, lasciandomi stremata e malinconica.
La storia di Melanie non è da meno anche se sicuramente quella di Hanna ricopre maggiormente la scena. Melanie ci offre la possibilità di riflettere sulle nostre azioni difronte ad un evento doloroso: è giusto dedicare del tempo a noi nonostante una persona cara è tra la vita e la morte? Come dovremmo reagire? Rimanere al suo capezzale nella speranza che tutto si stabilizzi o farci trascinare dai normali ritmi della routine quotidiana, continuando a vivere la vita come abbiamo sempre fatto?
Da un punto di vista stilistico, l’espediente di dedicare in maniera alternata i capitoli ad Hanna e Melanie, ha fatto in modo che l’attenzione fosse sempre alta, rendendo l’attesa del racconto della bisnonna piacevolmente estenuante.

Uno di quei libri che vi suggerisco caldamente perché a volte i sentimenti negativi di tristezza, disperazione, malinconia hanno un potere catartico su di noi.

Buone lettureeeeeeeeee

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