Recensioni

Sono puri i loro sogni di Matteo Bussola

4 dicembre 2017

Buon pomeriggio cari lettori,

“Sono puri i loro sogni” era in attesa di recensione da qualche settimana e se ne sento ancora la sua incisività sotto pelle, vuol dire che mi ha parecchio colpito. Ora vediamo se parlandovene riesco a trasmettervene un po’.

 

edizioni Einaudi, 13,00 euro, brossura, pagine 110, 2017.

Contenuto:

l’autore racconta la sua esperienza di genitore, in una società in cui c’è la tendenza a prendersela con gli insegnanti e a sostituirsi ai propri figli. Matteo Bussola si lancia in una autocritica, cercando così di dare un monito anche agli altri genitori della sua generazione.

Perché ho deciso di scegliere un libro del genere.

Ero alla ricerca di qualcosa che mi parlasse della scuola moderna, di quanto i ragazzi leggessero e fossero sensibilizzati alla lettura paragonando dunque questo momento storico al mio. Io sono classe ’85 e come incentivo alla lettura, i miei insegnanti organizzavano progetti lettura pomeridiani (lì mi sono innamorata della mitologia) e piccole biblioteche di classe con scambio libri.

Un altro aspetto fortemente radicato era quello del “rimprovero”. Quando tornavo a casa arrabbiata o irritata per qualcosa, mia madre non correva MAI in mio soccorso. Si limitava a trovare in me le cause di determinati incidenti e/o mi invitava ad assumermi le mie responsabilità ed a cavarmela da sola.

Questo atteggiamento mi risultava incomprensibile e certamente ingiusto ma con il tempo ho capito che ognuno deve giocare la propria partita perché se c’è  sempre qualcuno a farlo al posto tuo, non sarai mai felice fino in fondo della vittoria.

Anche le sconfitte giocano un ruolo fondamentale in quella che è la tua palestra di vita: ai tuoi errori molto spesso puoi rimediare e quando lo fai, sei certo di essere riuscito a uscirne con le tue mani. Se dovesse esserci qualcuno davanti a te ad impedirti di accusare il colpo, quando resterai solo andrai in panico totale, rischiando solo di impantanarti di più.

Tutto questo è anche il risultato della riflessione che “Sono puri i loro sogni” ha risvegliato in me. La cosa ancora più rincuorante è che ci sia un genitore (l’autore in questo caso) che finalmente conferma quanto molto spesso diventa oggetto di ridicolizzazione:

CHE PAGELLA E’ QUESTA???

L’autore parla di un atteggiamento molto diffuso nei genitori: un fallimento del proprio figlio viene vista in maniera autoreferenziale, come se fossero i genitori stessi ad aver fallito. Forse, sotto sotto, c’è una sorta di senso di colpa del genitore stesso. Penso che questo tipo di comportamento sia molto diffuso nei genitori che lavorano e che sono consapevoli di non essere “presenti” come vorrebbero. Sono conscia del fatto che assumere una posizione equilibrata in questo stato precario, comporti per i genitori davvero uno sforzo titanico ma annullare così tanto la figura dell’adulto e soprattutto dell’insegnante è diventato insostenibile.

Grazie a questo libro troviamo diversi punti di vista: quello dell’autore, del genitore, dell’insegnante e anche di whatsapp 🙂

sì, perché ormai le comunicazioni e le “chiacchierate” sono diventate sempre meno face to face.

Consiglio assolutamente questo libro, per il modo “rilassato” di affrontare una urgenza educativa sempre più impellente.

Buone lettureeeeeeee

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