Recensioni

Racensione “Io non sono un serial Killer” di Dan Wells

22 marzo 2012

Fazi editore
Broussura
16,00 euro
281 pagine


Buongiorno miei cari!
Lo so, sto avendo periodi di “mutismo” ma sicuramente voi tutti siete impegnati quanto me.
Ho finito di leggere questo libro già da qualche giorno ma solo ora posso parlarvene.

Come vi vanno le cose?
A me tutto sommato bene, non posso lamentarmi.

Oggi parliamo di serial killer.
Ciò che mi ha spinta a leggere questo libro è sicuramente la nota del Publishers Weekly che trovate in quarta di copertina:

“Appassionati di Dexter, benvenuti in questo avvincente romanzo d’esordio. Il ritratto magistrale di un protagonista assolutamente unico”.


Mi si sono drizzate le antennine perchè sto seguendo questa serie, come ben sapete, (sono alla 3′ stagione) e non potevo perdermi un libro del medesimo genere.

Ma…
c’è un ma…

questo libro è raccontato dal punto di vista di un ragazzino di nome John e l’arguzia, l’ingegno, l’ossessione per  il macabro e le pulsioni descritte sono certamente notevoli per un adolescente ma non paragonabili a quello di un uomo fatto e formato come Dexter.
Dunque dopo un po’ il confronto non regge.
Questo non toglie lustro a questo libro che è sicuramente interessante, scorrevole, accattivante e a tratti un po’ folle.
C’è un particolare che mi ha colpito e colta totalmente impreparata e mi riferisco al tipo di serial Killer che John prende di mira.
Un insospettabile e anche le motivazioni per cui uccide sono totalmente spiazzanti.

Insomma nulla è come vi immaginate.

John è un sociopatico, non ha la capacità di provare empatia, di “sentire”, di provare sentimenti insomma.
Cerca, come dice lui, di tenere a bada la parte oscura di sè che come una belva, cerca di emergere scalpitante e ruggente.

Lui è convinto che, se non avesse delle regole ferree, la belva potrebbe prendere il sopravvento e lui si trasformerebbe in un Killer.

Frequenta uno psicologo al quale racconta tutto quello che può per sentirsi meglio.
Aiuta la mamma e la zia all’obitorio.
Probabilmente il lavoro di sua madre ha fomentato la sua fantasiosa e perversa natura e lo ha reso un po’ insofferente alla morte.

Questo il quadro generale di John.
In città iniziano ad avvenire degli omicidi sospetti.
John pensa subito ad un serial killer e inizia a raccogliere indizi fino a quando non scopre di chi si tratta.

Lo consiglierei sicuramente ad un pubblico giovane, fino ai 20 circa. Per un pubblico più adulto potrebbe rivelarsi una lettura certo piacevole ma leggermente scarna. Questo non vuol dire che il linguaggio non sia adatto o i contenuti assenti ma onestamente ho avuto l’impressione di “volerne di più”.
Non so se sono riuscita a spiegarmi.

Comunque votazione finale: 7.
E’ un autore agli esordi quindi sicuramente migliorerà nel tempo.
Buon proseguimento amici, buone letture, buon tutto!
Un abbraccio!

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