Recensioni

Per dieci minuti di Chiara Gamberale

2 ottobre 2017

Buonasera cari lettori,

Oggi una recensione annunciata da qualche giorno sulla pagina Facebook, riguardante il romanzo di Chiara Gamberale, “Per dieci minuti”.

Un romanzo che mi ha colpito anzitutto per il suo stile asciutto, diretto ma anche confidenziale e poi per ciò che racconta, così familiare, così vicino al vissuto personale di ognuno di noi.

Pagine 187, euro 9,90 (acquistato con promozione), Feltrinelli

Trama:

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

Lo scopo della “Terapia dei dieci minuti” è sviscerato già nella trama ma io ho visto un qualcosa in più.

Ho pensato di applicarlo alla mia vita e mi sono resa conto che spesso diamo per scontato una delle cose più scemplici: dedicarsi a se stessi. In quei dieci minuti, la protagonista fa sì qualcosa di diverso, ma riprende, allo stesso tempo, il contatto con il suo io più interiore e di conseguenza questo l’avvicina anche ai suoi affetti.

In questo romanzo, non ci si aspetta che il marito torni, ma ci si ritrova a fare il tifo per Chiara e per la sua vita. Indipendentemente da ciò che ci accade, dovremmo sempre pensare di ricominciare da noi perché se siamo in grado di stare con noi stessi, se saremo forti del proprio essere, sarà facile relazionarsi e stare con gli altri senza aspettarsi di dipendere da loro per essere felici.

Nonostante la storia possa sembrare intrisa di negatività (Chiara perde quasi ogni certezza in ogni campo della sua vita) in realtà c’è sempre un piccolo faro puntato sul cammino ed è la fiducia. Essere fiduciosi, credere che prima o poi ci sarà una svolta e ragionare in quel senso, agire in virtù di questo, sarà sicuramente il modo più giusto per districarsi dalle situazioni scomode e che ledono anche l’umore e l’ego.

Consigliato? Ovviamente super sì!

Buone lettureeeeeeeeeeeee

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