Recensioni

“Ovunque tu sarai” di Fioly Bocca – Recensione

10 giugno 2015
Giunti
Fioly Bocca
156 pagine
12,00 euro
copertina rigida

Buon pomeriggio lettori!

Ultimamente mi capita spesso di imbattermi in libri che iniziano o hanno come argomento cardine, un evento tragico. Li scelgo per istinto, non so perché, ma questo non dev’essere necessariamente sintomo di uno stato d’animo negativo.
Un mio amico, Tolstoj, nell’incipit di Anna Karenina diceva: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”.
Quindi leggere libri con un tema tragico, triste, malinconico, ci permette di osservare, analizzare la reazione umana e le scelte che ne conseguono.
Questo è ciò che mi è accaduto con “Ovunque tu sarai”.
Trama:
Anita vive a Torino ma è originaria delle Dolomiti. Lì vivono ancora i suoi genitori. Sua mamma improvvisamente si aggrava. Ha un cancro e non è possibile fare nulla per salvarla. Anita vive di bugie, quelle che racconta a sua mamma per farle vivere gli ultimi istanti in serenità: ha un lavoro che odia, un fidanzato storico,Tancredi, che ormai è assente, distratto per il quale sente affetto ma forse nulla di più. Poi un giorno, in treno, durante i suoi spostamenti da Torino a casa di sua mamma, incrocia Arun… un ragazzo che al primo sguardo è capace di leggerle dentro…

Ciò che mi ha colpito in primis di questo libro è stato lo stile.
Quando leggevo alcuni concetti pensavo: “Cavolo, con queste metafore rende davvero l’idea!”
Un esempio?
Parlando della storia con Tancredi, ai suoi albori, Anita racconta così l’evolversi del loro rapporto: 

“[…] Ci siamo addomesticati a vicenda, un poco alla volta. Perché amarsi, mi sono detta, è anche imparare a non pestarsi i piedi mentre si balla la stessa musica.”

In una sola frase io trovo tutta la profondità del concetto: l’idea che anche in amore ci sono compromessi, che non può trattarsi di un continuo tira e molla, che il tempo in questi casi aiuta, la costanza idem…

Tutta la narrazione è pregna di queste frasi, di queste pillole di verità.

La commozione del lettore è assicurata: la vita di una mamma che lentamente scivola via, il vuoto che lascia, non può essere riempita dalle nostre lacrime, dalla routine o da una nuova vita. Anita ci insegna a far entrare il dolore dentro di noi così da affrontarlo e imparare a convivere con esso.

L’adrenalina è una costante: Arun che farà la sua apparizione nella vita di Anita e lentamente la scombussolerà, lascia a lei le redini della situazione e ogni cosa che ella sceglierà di fare, sarà una continua corsa, un vorticare di pensieri.

La malinconia fa parte di ogni situazione descritta nel libro: sicuramente Anita vive la storia con Tancredi legandosi al passato e ai momenti trascorsi, come se la forza che essi hanno lasciato, possa servire a carburare gli anni che verranno. La malinconia è negli occhi di suo padre, rimasto ormai solo. La malinconia è nell’animo di Anita anche quando decide di allontanare Arun…

Infine c’è un tocco fiabesco. Ma su questo non posso e non voglio dirvi nulla. Posso solo accennarvi che Arun è uno scrittore di racconti per bambini e che questo suo modo di essere renderà dolci e inafferrabili alcune sensazioni.

Buone lettureeeeeeeeeeee

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2 Comments

  • Reply Sara.88 10 giugno 2015 at 16:25

    Ciao Giuliana!!! 😉
    Ho già questo libro nella mia libreria e credo proprio che sarà la mia prossima lettura! 😉

  • Reply Giuliana Popolizio 10 giugno 2015 at 23:24

    Ciao Sara!! Allora attendo con ansia il tuo commento per confrontare le nostre reazioni. Baci

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