Recensioni

Non mi chiedere di più di Paolo Crepet

6 dicembre 2017

Buona sera cari lettori,

spulciando i reminders del sito libraccio.it, ho scovato questo libro e l’autore mi ha subito invogliata all’acquisto, ovviamente perché è uno psichiatra e sociologo. Così le aspettative sono schizzate alle stelle… vediamo se sono state disattese oppure no.

 

barberaeditore, 96 pagine, euro 9,90

Trama:

Un uomo enigmatico. Una donna sola, ostinatamente orgogliosa della propria solitudine. Lui è sempre in viaggio. Ogni volta che torna in città, le fa visita. Incontri improvvisi e fugaci, senza alcuna spiegazione. Di quell’uomo lei non sa nemmeno il nome, né che lavoro faccia: il mistero è parte del suo fascino. Un rapporto che non esige impegno né approfondimento. Entrambi preferiscono non farsi domande. Fino al giorno in cui lui le propone di trascorrere insieme un week-end in una casa al mare. Una volta giunti in quel luogo, sulla spiaggia, i segreti vengono a galla come spinti da un’improvvisa mareggiata. A unirli c’è qualcosa di sconvolgente che affonda nel loro passato marchiandoli per sempre, qualcosa che assomiglia al rapporto tra vittima e carnefice. Intorno a loro tutto precipita.

Dalla trama mi aspettavo un thriller, un epilogo sanguinoso e affini. Invece il tipo di verità che viene a galla durante il weekend è molto macchinoso dal punto di vista psicologico.  Entrambi i protagonisti hanno alle spalle un vissuto abbastanza intricato, doloroso, deviato…

Il male che una persona può subire non è solo fisico e forse, quello dell’animo, della dignità, può fare ancora più male perché striscia silente nell’ombra dei ricordi, logorandoci pian piano fino a consumarci.

Questo è un po’ il risultato della vita di entrambi i personaggi di questa storia che scoprono di essere legati in qualche modo.

Il tutto è una sorta di metafora della vita.

Questo libro mi ha sorpreso, perché la narrazione mi ha fatto ben sperare in un determinato finale, sterzando bruscamente verso qualcosa di assolutamente diverso.

Mi è piaciuto?

Più che altro direi che non mi è dispiaciuto. Mi aspettavo qualcosa di più dallo stile, dal linguaggio. Non che Crepet dovesse usare necessariamente dei tecnicismi ma almeno il corpo del testo avrebbe potuto esser più denso di parole e significati.

Si lascia leggere in un’oretta, per cui tentar non nuoce. Nel caso potrete smentirmi… oppure no 🙂

Ps: copertina tristissima

Buone lettureeeeeeee

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