Recensioni

Musica dalla spiaggia del paradiso di John Ajvide Lindqvist – Recensione

19 settembre 2015

Ciaooooooo a tuttiiiiiiii


Attendevo da molto tempo una nuova creatura di questo autore. Letto in pochissimi giorni, come sempre oscuro e sentimentale in dosi quasi equivalenti, ma vediamo con calma.

pp. 432
1° ed.
Euro 18,50
2015


Trama:
Una mattina d’estate, un gruppo di ospiti di un campeggio non lontano da Stoccolma si risveglia in mezzo al nulla. Ogni cosa è stata cancellata, gli alberi, il lago, gli scogli e il chiosco, è tutto scomparso. Intorno ai villeggianti increduli – dieci persone, un cane e un gatto – c’è solo una landa desolata, ricoperta da un prato perfettamente rasato e sovrastata da un cielo blu e senza sole, così uniforme da apparire artificiale. Ogni contatto con la realtà è interrotto. Non rimane che il segnale di una misteriosa stazione radiofonica, che trasmette senza sosta le canzoni di Peter Himmelstrand, uno dei più noti cantautori svedesi di musica leggera. Musica pop a ripetizione, Abba in testa. Com’è possibile che queste persone siano finite lì con le loro roulotte? Sono state spostate oppure è la realtà a essere svanita?

Finalmente il nuovo romanzo di uno dei miei autori preferiti dal quale ovviamente pretendo il meglio.

Questo non è un autore molto prolifico infatti il libro precedente a questo, “Una piccola stella” risale al 2013 e per lo più i suoi romanzi sono stati pubblicati ogni 2-3 anni e i titoli non sono nemmeno così numerosi.

Non ho letto il penultimo ma “Il porto degli spiriti” non mi aveva proprio fatto impazzire, infatti trovate la recensione qui:

http://bookspassion.it/index.php/2014/10/05/il-porto-degli-spiriti-di-john-ajvide/

Diciamo che l’aspetto negativo risiede forse nel paragone che si fa con i primi suoi romanzi (“Lasciami entrare” e “L’estate dei morti viventi”) che sono a mio parere i più belli che abbia mai scritto.

“Musica dalla spiaggia del paradiso” tuttavia, mi è piaciuto anche se ha degli elementi che lo pongono a qualche gradino inferiore ai due citati.

Ci sono sicuramente dei capisaldi, delle scene e degli elementi che mantengono alta la bandiera. Infatti ci sono alcune scene che davvero mettono i brividi.

Altra caratteristica presente e costante nello stile dell’autore è la componente umana. L’autore è capace di analizzare il comportamento umano nelle situazioni più estreme sapendone cogliere debolezze e reazioni spropositate. Tipiche di chi viene posto difronte, in questo caso, alle sue paure più recondite e senza mezzi per contrastarle.
Questo succede ai personaggi del romanzo in questione. Si ritrovano in un ambiente quasi asettico in cui è impossibile sfuggire alla resa dei conti con il proprio vissuto, i propri errori e le personali paure.
Non vi svelerò certo il finale, ma è palese che i protagonisti debbano trovare una chiave di lettura a questa situazione e porvi rimedio.

Spesso hanno paragonato questo scrittore a Stephen King ma mai prima di questo romanzo ho sentito palpabile la somiglianza. Ci sono degli scenari un po’ surreali che mi hanno ricordato per esempio il primo romanzo della Torre Nera.

Vi consiglio di leggerlo dunque se siete amanti del genere… oppure no 🙂

Buone lettureeeeeeee

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