Recensioni

“L’ombra del vento” Carlos Luiz Zafòn

6 gennaio 2011

Questo luogo è un mistero,Daniel,un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.

Ciao Amici,

sicuramente tutti siete tornati dalle vacanze e magari qualcuno sta decidendo di partire.

Come è andata?

A me molto bene anche se l’inizio è stato un po’ catastrofico,ma come si dice: non tutti i mali vengono per nuocere. Quindi le vacanze sono trascorse per il meglio.

Ma veniamo a noi!

Non vedevo l’ora di tornare a recensire e sono felice di ricominciare con un libro che mi lascerà sicuramente il segno.

Ho esordito con qualche riga tratta proprio da questo stupendo libro!

A parlare è Isaac, custode del cimitero dei libri dimenticati, in cui viene condotto l’undicenne Daniel, da suo padre, per conoscere questo luogo che raccoglie tutti i libri trovatii in giro per il mondo da librerie andate in malora o libri preziosi per la lora rarità.

Così comincia tutto il percorso di Daniel…quando sceglie un libro in quel santuario, che dovrà sentire suo e custodire per sempre.

Il volume che sceglie (anche se i due si cercano e si scelgono) è “L’ombra del vento” di Juliàn Carax.

Come succede a tutti, quando ci appassioniamo ad un libro, Daniel viene sorpreso dall’alba quando termina questo romanzo e ne è assolutamente rapito!

Questo fa scattare nel nostro piccolo lettore l’interesse per l’autore e per altri manoscritti dello stesso.

Ma Juliàn è avvolto dal mistero, i suoi libri non si trovano e di lui non si hanno altro che sporadiche notizie. Ad aggravare il tutto c’è la presenza di un uomo dal volto sfigurato che vaga per Barcellona tentando di rintracciare prorprio Daniel perchè vuole distruggere il romanzo di Carax!

La vita di Daniel e quella di Carax viaggiano su binari paralleli e spesso si fondono, spesso si perdono l’una nell’altra.

Tante volte ho creduto che Juliàn e Daniel potessero essere la stessa persona.

Questo libro parla di destino, di amore, di passato, di riscatti, di ricatti, di superstizioni.

Tra le pagine scorre adrenalina, colpi di scena di quelli che ti lasciano pietrificati e fanno scattare la frenesia matta e disperata di voltare subito le pagine per sapere il perchè e il come tutto si risolverà.

A volte si tinge di giallo, perchè le cose che si scoprono scavando nel passato articolato di Juliàn sono intense e misteriose.

La penna di Zafòn pizzica le corde della nostra curiosità, con un’eleganza disarmante.

E’ un libro pullulante di avvenimenti, ben scritti e ben pensati.

Una mente, quella di Zafòn, davvero prodigiosa.

E’ impossibile non affezionarsi ai suoi personaggi. A odiare quelli che vanno odiati, perchè ogni sentimento è intenso e ti entra nel cuore provando empaticamente le stesse cose dei personaggi, come se fossi lì con loro.

Ve lo consiglio perchè tutti, indistintamente, troveremmo questo, un buon libro!

Vi lascio con un’altra citazione.A parlare è Daniel:

Bea sostiene che leggere è un’arte in via d’estinzione e che i libri sono specch in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e che la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare.

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