Recensioni

“le cose che non so di te” di Christina Baker Kline- Recensione

12 luglio 2014
                                                                 
 Giunti
318 pagine
12,00 euro
Brossura
Ciao a tutti!!!
Eccomi qui con una nuova recensione. Libro fresco fresco di lettura, ricevuto e letto in due giorni.
Vanto da lettore? No, semplicemente carattere fluido e interessante del libro qui sottoposto.
Trama:
Molly è una 17enne difficile, affidata ad una famiglia perché orfana o quasi. Aspetto Dark, piercing e tatuaggi caratterizzano la sua corazza. Quando per l’ennesima volta si mette nei guai rubando dalla biblioteca della scuola una copia di “Jane Eyre” non le resta che fare del lavoro socialmente utile a casa dell’anziana Vivian. Apparentemente appartenenti a due mondi paralleli, le due donne scoprono di avere molto in comune, infatti Vivian è “figlia” del Treno degli orfani….

Dunque… anzitutto con questo libro ho appreso un pezzo di storia americana importantissimo ma poco conosciuto.
Tra il 1854 e il 1929, nel periodo della Grande depressione, i “Treni degli orfani” hanno spostato migliaia di bambini dalle coste orientali degli Stati Uniti al Midwest.
L’autrice, mediante il racconto di Vivian, spiega molto bene questo fenomeno più che dal punto di vista storico, dal punto di vista psicologico. Bambini infatti considerati forza lavoro, aiuto domestico e forse infine esseri da amare.
Alla mercé di famiglie spesso di basso rango sociale, contadini, manovali, che si recavano all’appuntamento con il treno per visionare i bambini e sceglierli…
qualcosa di raccapricciante e indegno perché simile alla scelte del bestiame.
Vivian così passa da famiglia in famiglia e quello che subisce,la carica emotiva dei suoi racconti, è solo immaginabile rispetto a quello che realmente accade.
La struttura del libro prevede salti temporali continui tra il 1929 e il 2011.
Molly giocherà un ruolo importante in questa storia perché sarà la chiave del cassetto dei ricordi di Vivian che a poco a poco si apre lasciando sgorgare tutto con veemenza e dolore.
Ma questa esperienza sarà catartica anche per Molly stessa che inizia a dare una chiave di lettura diversa anche alla sua storia personale.
Vivian però non è solo dolore, malinconia e sofferenza. Rappresenta anche la speranza:
nonostante tutto, nonostante la vita l’abbia schiacciata, schiaffeggiata, annullata anche nella sua identità (cambierà spesso nome per i capricci delle famiglie ospitanti), lei continua a sperare in un cambiamento, in un riscatto.
Non mi resta che consigliarvi vivamente la lettura di questo libro perché, come spesso accade, è necessario guardare un po’ al passato e ai suoi errori/orrori per cercare per lo meno di non diventare insensibili in un mondo saturo di malvagità.
Buon fine settimana e buone lettureeeeeeeeeeeeeeee

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