Recensioni

La Ragazza del treno di Paula Hawkins – Recensione

20 ottobre 2015
Piemme
306 pagine
19,50 euro
Rilegato

Ciaoooooo Lettori!

Chiedo venia!!! Ho letto questo libro in agosto e mi sono dimenticata di postare la recensione!!!!

Comunque non è mai troppo tardi!

Trama:
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?


“Ehi non è come sembra”!

Questa frase, per me, spiega benissimo questo libro. Sì, perché il suo intreccio ci conduce su strade apparentemente conosciute ma che in realtà ci stupiscono, ci confondono, ci confortano e ci illudono.
Rachel è tanto amabile quanto detestabile.
 In me si è sviluppato un forte senso di Pietas nei suoi confronti ma allo stesso tempo non ho potuto giustificarla, biasimarla incondizionatamente perché “homo faber fortunae suae” l’uomo è artefice del proprio destino… e Rachel del suo.
Se l’adrenalina e l’inquietudine avessero un metro di misurazione, beh, per me sarebbe 306… come il numero delle pagine di questo sorprendente romanzo.
In giro per il web ho letto commenti che parlavano di un finale e un epilogo annunciati già molti capitoli prima, ma io ero così immersa nel contesto che proprio non ho compreso cosa stesse succedendo se non quando l’autrice ha deciso di farmi girare l’angolo e farmi sbattere contro un muro.
Io ci vedo benissimo una trasposizione cinematografica. Non so il perché, ma mi sento di paragonarlo a Gone Girl, noto a noi italiani come “L’amore bugiardo” thriller del 2014.
Paula Hawinks, secondo me si è proprio divertita a farci credere cose che invece erano l’esatto opposto, a farci provare sensazioni positive verso chi invece non le meritava. Lo sgomento di Rachel nel finale, è stato il mio.
Rachel… che nel mio immaginario avrà sempre le sembianze di Annie Wilkes di “Misery non deve morire”.
Che dire: se volete rimanere svegli per ore perché non riuscite a posare il romanzo sul comodino, questo è quello giusto!
Buone lettureeeeeeee

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