Recensioni

“Jane Eyre” Charlotte Bronte

5 gennaio 2011

Cari amici,

vi ho fatto un po’ attendere ma eccoci qui.

Ho letto questo libro in un gruppo di lettura sul social network : anobii.

Il gruppo di lettura funziona così: si apre una discussione in cui si raccolgono adesioni. Chi propone la lettura del libro si preoccupa di stilare un calendario in cui vengono fissati i capitoli da leggere in una settimana. Alla fine di essa viene aperto un post in cui è possibile commentare i capitoli appena letti. Così per tutta la durata della lettura.

Lo trovo un metodo stimolante dal punto di vista riflessivo perchè permette di confrontare le proprio idee e riflessioni appunto con quelle degli altri e cogliere sfumature che magari noi non abbiamo notato.

Ma adesso la trama:

Jane è una ragazzina orfana che viene affidata alle cure di una zia arcigna ed egoista. Sua zia non ama questa creatura ma se ne prende cura solo perchè glielo ha chiesto il suo defunto marito.

Jane sente tutta la forza di quest’astio e un giorno sbotta dopo aver subito per tanti anni anche le angherie dei suoi cugini. Questo le costa la partenza verso un collegio cupo e troppo austero ma che formerà Jane facendola diventare una donna. Lascerà il collegio per farsi assumere come governante presso una casa nobile.

Ora,vi dico questo. La storia viene raccontata da Jane ma sotto forma di ricordo, quindi leggiamo di vicende accadute ormai già da tempo e questo crea un interessante punto di vista. Siamo dentro ma anche fuori la storia e questo tiene viva l’attenzione.

Il lessico è un po’ ostico perchè stiamo parlando di un romanzo ottocentesco di stampo vittoriano.

E’ una storia di vita, di sofferenza, di mancanze, ma anche di amore e spesso di riscatto.

Jane è un vero e proprio modello perchè ha in sè i valori più importanti come la famiglia ed è dotata, e difende anche a costo di rinunce, di una grande integrità morale.

E’ capace di scelte coraggiose che mi hanno lasciata interdetta e mi sono spesso chiesta: Sarei capace di fare lo stesso?

Jane non è bella e più volte i personaggi che le gravitano intorno lo sottolineano, ma di contro c’è una personalità completa e sicura.

E’ un romanzo diverso perchè tra l’altro non abbiamo dei protagonisti belli,affascinanti o intriganti. Ma hanno quel qualcosa che ti fa battere il cuore che ti spinge alla lettura e alla conoscenza dell’evoluzione della nostria.

Di seguito alcuni pezzettini che mi hanno interessata.

Buona lettura,alla prossima!

Il sentimento senza la ragione è una bevanda annacquata ma la giustizia non addolcita dal sentimento è un cibo troppo amaro e indigesto per lo stomaco umano.

Il sarcasmo e l’asprezza , che una volta mi avevano respinta e urtato, erano soltanto i condimenti piccanti di un piatto scelto, e che sarebbe diventato insipido senza di essi.

È una grande verità quella che dice che: la bellezza è nell’occhio di chi guarda.

Jane parlando con il signor Rochester: “non credo signore, che lei abbia il diritto di comandarmi, semplicemente perché è più vecchio di me, o perché ha visto più mondo di me. La sua superiorità dipende dall’uso che ha fatto del suo tempo e della sua esperienza”

Jane esterna questo concetto sulle imperfezioni:

“[…] imperfezione della natura umana! Ci sono delle macchie sulla faccia dei pianeti più luminosi; e degli occhi come quelli della signorina Scatcherd possono vedere soltanto questi minuscoli difetti, e sono ciechi a tutto lo splendore dell’ astro!”

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