Io leggo perchè

#ioleggoperché: l’esperienza di Bookspassion

2 novembre 2016

Buona sera a tutti i lettori!

Come promesso, sono qui per raccontarvi la mia esperienza come Messaggero per l’iniziativa #ioleggoperché. Un’occasione preziosa per osservare sul posto quello che è il compito del libraio: consigliare, indirizzare, aiutare ogni singolo lettore.

Anzitutto va fatta una breve sintesi esplicativa.

IO LEGGO PERCHE‘ è un’iniziativa nazionale AIE (associazione italiana editori) alla s#ioleggoperchéua seconda edizione. Quest’anno lo scopo era quello di sensibilizzare le persone a donare un libro ad una delle scuole gemellate in modo da fornire e rifornire le librerie scolastiche di nuovi titoli. A fine iniziativa, gli editori si sarebbero impegnati a raddoppiare il numero di libri ottenuti per ciascuna scuola. L’evento si è svolto dal 22 al 30 Ottobre. Per partecipare era necessario iscriversi al sito www.ioleggoperché.it e scegliere il proprio ruolo: libreria, scuola, messaggero. Io mi sono iscritta come messaggero e ho scelto la libreria nella quale operare.(In libreria mi hanno poi consegnato la maglietta da indossare) Ogni scuola dal canto suo sceglieva la libreria alla quale gemellarsi. 

Il mio compito dunque era quello di spiegare l’iniziativa a tutti coloro che entravano in libreria e invogliarli a scegliere e donare un libro. La donazione non prevedeva limiti, si poteva scegliere qualsiasi libro, di
qualsiasi importo purché fosse adatto all’età degli alunni a cui era destinato.

La libreria Feltrinelli Point di Savino Ciciolla, ad Altamura, aveva comunque selezionato e dedicato un area ai libri più adatti alle fasce d’età interessate ma, ripeto, il donatore poteva spaziare a proprio piacimento.

Per cui, io mi orientavo in quel senso, avevo quella selezione come punto di partenza ma, spesso, attingevo ad altri titoli anche grazie alla mia “esperienza da lettrice” che affonda le sue radici sin dalla tenera età.

#ioleggoperchéLa cosa entusiasmante per me era il momento che succedeva alla scelta del libro. Ci si recava in cassa per l’acquisto e fornivo loro un biglietto adesivo sul quale scrivere una dedica, oltre alla scuola di destinazione e il nome del donatore. Era carino vedere come ponderassero le parole per lasciare un segno carico di significato. Come un messaggio nella bottiglia, la dedica e il libro venivano affidati al mare di donazioni destinate alle librerie scolastiche. L’etichetta veniva poi applicata all’interno del libro e riposto nello scatolone riservato alla scuola scelta.

Il mestiere di librario non è per nulla facile. Non si limita a vendere. Non è lì nell’attesa che il cliente scelga, paghi e vada a casa. Spesso la clientela presente, non interessata all’evento, vedendomi con la maglietta e la scritta #ioleggoperché. si riferiva a me per chiedere informazioni o consigli. Gli adolescenti, per esempio, mi chiedevano consigli sul genere fantasy (pane per i miei denti) e interessarli alle letture che hanno appassionato me per prima era un gioco da ragazzi. La difficoltà emergeva quando mi chiedevano consigli per l’acquisto di un regalo, destinato quindi ad una terza persona, con dei parametri (prezzo, genere, contenuto) che richiedevano un impegno abbastanza importante.

Gruppo di teenager: “Ciao, vorremmo regalare un libro ad una nostra amica”

Io: “Ok…”

Gruppo di teenager: “Che sia d’amore”

Io: “Ok…”

Gruppo di teenager: “Che costi non oltre i 10 euro”

Io: “si…”

Gruppo di teenager: ” e che abbia un lieto fine!”

Io: “…va bene… vediamo un po’…” 
#ioleggoperché

 

 

Le richieste erano un po’ strambe ma era anche divertente cercare di indovinare i gusti, assicurandosi che il cliente andasse via soddisfatto. #ioleggoperché

Insomma, questa esperienza è stata davvero edificante, mi lascia sperare che nella mia città ci siano delle persone che comprendono l’importanza della lettura come mezzo per migliorare se stessi, come occasione per condividere storie, impiegare il proprio tempo libero in maniera sana e aver cura della propria mente.

I libri totali raccolti ammontano a 204. C’era anche una classifica di tutti i messaggeri che, per mezzo di una App apposita, registravano i libri donati. Per me è stato anche divertente vedere la mia posizione in classifica quasi in maniera simultanea.

Anche io ho scelto un volume da donare. Quando ero ragazzina in classe creammo una biblioteca. Ognuno di noi condivise dei libri e questo mi permise di leggere titoli diversi dai miei a costo zero. Agatha Christie mi ha ricordato quel periodo perciò ho donato “Dieci piccoli indiani”.

Ringrazio tutto lo staff della Feltrinelli Point che mi ha permesso di operare per un bene comune, che ha messo a disposizione la propria decennale esperienza, facendomi sentire una di loro. Per me sono stati un ESEMPIO. 

Spero di non avervi annoiato, se vi va ditemi la vostra. Intanto…

…buone lettureeeeeeeeeeeee

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1 Comment

  • Reply Sebastian 10 novembre 2016 at 14:44

    Bellissima esperienza, grazie per averla condivisa con noi

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