Interviste

Intervista a Yuri Ferrante

17 gennaio 2011

Ciao Yuri, benvenuto nel mio spazio… Books Passion è lieta di ospitarti per un’intervista. Scusami per il tempo trascorso da quando ti avevo promesso questo momento culturale 😛

Pronto? Via!

1. Anzitutto chi è Yuri Ferrante? (e scusami l’impertinenza, ma perché questo insolito nome Yuri?)

Sono un ragazzo di Modena che vive in un paesino nella campagna emiliana. Ho un lavoro da impiegato, sono abituato a dormire poco, e dal passare molte ore notturne insonne è nata la mia raccolta di racconti. Per quanto riguarda il mio nome, c’entra sempre la scrittura; mio padre era appassionato di letteratura russa.

2. La tua è una raccolta di racconti che sembrano ispirarsi un po’ a quelle che sono le “manie” della società moderna. Vuoi spiegarci tu a cosa ti sei riferito nello specifico?

Credo che pur essendo un insieme di racconti, in realtà i vari episodi si rifanno tutti a quelle che sono paure e manie. E così tra le pagine compaiono la paura della guerra, la paura di perdere una persona amata, le “tradizionali” paure della morte e gli incubi, l’ossessione di dover essere felici a tutti i costi, la mania di dover copiare la società americana, ancora oggi vista come “modello ideale”, anche per quello che riguarda la cultura. Nonostante i mezzi di comunicazione tentino di dipingere la mancanza di paure come sinonimo di “forza interiore”, tutti hanno qualcosa da temere. E la forza non si acquisisce fingendo che non esistano le paure, bensì parlandone, anche in modo scherzoso a volte.

3. Hai un tuo racconto preferito? Quello per cui hai provato più piacere a scrivere?

Devo dire che mi sono divertito mentre scrivevo “L’alieno”, il racconto col tratto più ironico del libro. Mentre in altre storie, come “Mi riconosci?”, il piacere dello scrivere è quasi qualcosa di terapeutico, una liberazione.

4. Di contro, quello che ti ha convinto meno?

Quelli che non mi convincevano molto li ho lasciati fuori. Ho voluto raccogliere i racconti che mi piacevano di più.

5. Sei molto critico con te stesso?

Nemmeno troppo. Tendo a favorire la spontaneità del momento; è difficile che scriva una storia per poi stravolgerla con molte correzioni. Al massimo l’accantono, e scrivo qualcosa di nuovo.

6. Spesso ho riscontrato in questi racconti un po’ l’ironia di Italo Calvino e il suo “Marcovaldo”. Hai un autore modello?

Sicuramente Calvino è uno dei miei autori preferiti ma, purtroppo per me, non credo di avere molto in comune con lui. Ammiro la creatività, il genio e l’innovazione di gente come Aldo Nove, Paolo Nori e Chuck Palahniuk e probabilmente la lettura delle loro opere ha in parte influenzato quello che scrivo.

7. Cosa pensi dei lettori italiani? Concordi sul fatto che i lettori italiani sono in netta minoranza e che in genere le persone non impieghino il loro tempo libero in una sana lettura?

Credo sia impossibile poter stabilire la “quantità” dei lettori italiani e la qualità di ciò che leggono. Sicuramente ci sono coloro che comprano molti libri, e poi li mettono sugli scaffali senza nemmeno aprirli ed altri che al contrario forse non entrano mai in una libreria ma sono assidui frequentatori di biblioteche. Comunque sia, la tecnologia potrà andare avanti come vuole, ma ci sarà sempre qualcuno che vorrà dedicare del tempo ad un libro.

8. Quali sono i tuoi generi preferiti?

La narrativa italiana dei nostri giorni; i già citati Nove e Nori, ma anche Morozzi, Scarpa, Ammaniti, o autrici come la Vinci e la Mancinelli. Mi piacciono le storie ambientate nella quotidianità ma con elementi che richiamano un po’ la “follia”.

9. Cosa spinge un ragazzo a scrivere e quando è nata in te la voglia di farlo?

La scrittura è un modo in cui si può evadere dalla realtà, si può dare spazio sulla carta stampata a cose che non esisterebbero normalmente nel mondo che ci circonda, e trovo tutto questo parecchio stimolante. Riguardo a quando è nata in me la voglia, direi praticamente da sempre. Alcune mamme raccontano ai figli delle storie quando sono molto piccoli, ma a mia madre non piaceva particolarmente. E così presi l’abitudine di inventarle io, e di raccontarle a lei.

10. Progetti futuri?

Ovviamente continuerò a scrivere e la speranza è poter trovare qualcuno disposto a darmi fiducia e a pubblicarmi. Non è una cosa semplice, bisognerà lavorare molto per migliorarsi il più possibile.

11. In quale genere letterario ti piacerebbe cimentarti?

Mi piacerebbe provare a scrivere un romanzo lungo. Ho già provato nel passato ma ero, diciamo, troppo giovane e senza esperienza per realizzare qualcosa d’interessante. Potrebbe essere il momento per tentare ancora.

12. Prima di salutarci (e ti auguro tanta fortuna per il futuro) vuoi aggiungere qualcosa?

Semplicemente grazie per questo spazio, e spero abbia stimolato in qualcuno la curiosità a leggere i miei racconti. Ciao.

Grazie per essere stato qui con noi e aver condiviso un pezzettino di te. A presto!!!!

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2 Comments

  • Reply Liyanin 18 gennaio 2011 at 20:36

    Interessantissima intervista! Complimenti!

  • Reply Giuliana 19 gennaio 2011 at 13:24

    grazie cara!!!

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