Recensioni

“Amleto” William Shakespeare

6 gennaio 2011

Ciao a tutti!!!

E’ da un po’ che non recensisco ma le mie letture purtroppo sono andate un po’ a rilento. La causa? Ovviamente questo caldo asfissiante che mi tormentava anche di notte, il sonno era compromesso, di conseguenza poco riposo e scarsa concentrazione durante il giorno. Ergo… mi addormentavo leggendo.

Ma ora eccoci qui!

L’opera scelta per questo mese è stata quella riguardante la vita di Amleto, principe di Danimarca.
Finalmente ho capito a cosa si riferisse la celeberrima frase: “c’è del marcio in Danimarca”!!!

Dunque, la trama non è una sorpresa, viene svelato subito il problema e i retroscena della morte del Re, padre di Amleto. Quello che occupa i restanti atti, è il dubbio che getta Amleto in confusione: vendicare il padre? In che modo?

Facciamo un passo indietro: le prime scene sono interessate da un evento dal tocco quasi noir, dalle sfumature Thriller. Infatti degli amici di Amleto dichiarano di vedere un Fantasma simile nelle fattezze, al re defunto. Avvisano di questo, Amleto che decide di appostarsi durante la notte per riuscire a scorgere questo fantasma. Non solo riesce a vederlo, ma anche a parlarci.

Il fantasma è davvero l’anima in pena del Re che racconta ad Amleto la vera causa della sua morte: non è stato ucciso dal veleno di un serpente durante il suo sonnellino in giardino, ma per mano di suo fratello che ambiva alla corona.
Il padre di Amleto chiede vendetta. Una vendetta che non vuole che coinvolga sua moglie, perchè sarà il cielo a giudicare la sua condotta: si è subito concessa al nuovo re, suo cognato.

Da questo momento Amleto non sa come comportarsi e spesso si ammonirà per i suoi indugi, in questo modo:

[…] cos’è un uomo
Se tutto ciò che cava dal suo tempo
Non è che dormire e nutrirsi? Una bestia,
nient’altro. […]
la vera grandezza non è nell’aspettare
grandi cause per muoversi, ma nel trovare
degno motivo di contesa in un fuscello
quand’è in gioco l’onore. […]

Commuovente l’amore di Ofelia per il principe Amleto e anche la sua sorte.
E suo padre Polonio, come ogni genitore, le parla per cercare di aprirle gli occhi:

Trappole per beccacce,sì! So bene
Che quando il sangue bolle si fa presto
A dar voti alla lingua. Focherelli
Figlia mia. Dan più luce che calore,
e tutt’e due si spengono
già nel farsi promesse.

Dan più luce che calore certi fuocherelli… e in questo periodo, nel bel mezzo dell’estate, lo trovo un ammonimento molto moderno 🙂

Infine,sempre il saggio Polonio benedice suo figlio Laerte dicendogli delle parole che io trovo attualissime soprattutto nei nostri paesini fatti di chiacchiere, di apparenze e di egoismo:

Presta l’orecchio a tutti, la tua voce a qualcuno,
senti le idee di tutti ma pensa a modo tuo.
Vesti bene, nei limiti della tua borsa, ma
Senza stranezze, ricco, non chiassoso,
perché spesso il vestito mostra l’uomo,
e in Francia quelli che hanno e che possono
in questo soprattutto si mostrano signori.
Non domandare soldi e non prestarne:
che presta perde i quattrini e l’amico,
chi chiede smussa il filo della frugalità.

Il finale è alquanto tragico e dimostra che la vendetta non è una buona soluzione. Il male,chiama male.

Ho trovato Amleto un personaggio davvero intelligente. Lo stratagemma per aver conferma del misfatto di suo zio è interessante, fine ed efficace.

Avrei voluto essere più incisiva ma, ripeto, ho avuto scarsa concentrazione. Questo però non mi impedisce di affermare che sono davvero contenta di aver scoperto la forza e l’acume di questo Poeta che non ha pari nei secoli.

Alla prossima!!!

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